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21 giugno 2012

PSR Regione Marche: un successo che continua

Migliora la competitività tra le aziende condotte tra giovani e donne e la diversificazione dell’impresa agricola.

Questo è in poche parole il risultato del rapporto presentato lo scorso 18 giugno dal Comitato di Sorveglianza annuale del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) 2007-2013 che ha reso noti i dati inerenti alle performance della Regione Marche in merito alle capacità di spesa e di raggiungimento degli obiettivi prefissati.

I risultati presentati hanno superato le aspettative infatti, come si legge in una nota, al 31 dicembre 2011, sono stati circa 12.000 gli imprenditori beneficiari delle misure del PSR e 213 i milioni di euro di contributi erogati.

Nota positiva anche per i giovani che attraverso il pacchetto giovani sono state ammesse al finanziamento ben 217 aziende under 40 con un investimento complessivo di 106 milioni di euro.

Attraverso la presentazione delle varie relazioni si è potuto appurare come l’attuazione del PSR si trovi in una fase molto avanzata in quanto dei 485,14 milioni di euro di spesa pubblica complessiva messi a disposizione il 72% delle risorse disponibili è impegnato nei finanziamenti anche se, tenendo conto degli altri bandi il cui iter procedurale ancora non è concluso la percentuale delle risorse disponibili interessata sale al 96% per un residuo di spesa pari al 5%.

La maggior parte dei fondi ha interessato l’ammodernamento delle aziende agricole portando le Marche tra le prime regioni d’Italia  con una capacità di spesa dei fondi europei pari al 161%.

Apprezziamo molto il lavoro della Regione – ha spiegato Emanuela Marinelli, rappresentante della Commissione Europeache va oltre quello già previsto dalle regole comunitarie. Sarete certamente in grado con il processo di valutazione che state portando avanti di centrare gli obiettivi specifici della vostra regione”.

L’attività di valutazione –  ha sottolineato Sabrina Speciale, dell’Autorità di gestione responsabile della valutazione PSR, nella sua analisi – è stata complessa e ha riguardato diverse tipologie. Ci siamo mossi, come richiesto dalla Commissione Europea, misurando gli effetti rispetto agli obiettivi e l’abbiamo fatto con numerose interviste sia agli imprenditori che ai funzionari amministrativi. Abbiamo inoltre chiesto al valutatore di analizzare il lavoro svolto in questo senso allo scopo di conoscere e affrontare le criticità e di migliorare i risultati”.

Virgilio Buscemi, della ecoSfera vic srl, spiega come “il successo dei percorsi formativi ha raggiunto il 64% del target e le percentuali di giovani e donne sono aumento, il trend positivo degli investimenti aziendali hanno migliorato il valore aggiunto delle aziende, l’apertura della commercializzazione dei prodotti anche alla vendita diretta, la consapevolezza raggiunta sull’importanza delle tematiche ambientali e sicurezza nel lavoro. Incertezza -continua- interessa il comparto bio, specie nelle aree montane, dove alcuni imprenditori hanno preferito la commercializzazione tradizionale”.

Buon segnale, invece, viene dall’adesione di oltre 1200 aziende agricole ai Pif (Programmi Integrati di Filiera). “In questo comparto –spiega Buscemisono molto positive le diversità e le peculiarità di organizzazione emerse tra le filiere. Ciò indica certamente una particolare attenzione al territorio e alle esigenze locali degli imprenditori da parte della Regione che si spende per affrontare e risolvere problemi e questo è un chiaro segnale di buona amministrazione”.

Ovviamente per far si che il messaggio raggiunga nel minor tempo possibile il target di riferimento implica un buon utilizzo dei mezzi di comunicazione. Questo è quanto ha spiegato Donatella Consolandi dell’agenzia Agorà, illustrando le varie strategie messe in atto dalla campagna di comunicazione che hanno interessato ogni forma di media da quelli classici fino ad optare per l’ausilio di marketing non convenzionale. “Per ogni periodo del Programma – ha detto la Consolandi si è proposta una varietà di presenza e di linguaggio adatti a coinvolgere sia gli addetti ai lavori che l’opinione pubblica. Ad oggi, è migliorata in modo trasversale la conoscenza dell’opinione pubblica rispetto al mondo rurale al quale viene riconosciuta la capacità di incidere in tutti i comparti, salvaguardando il territorio e la nostra salute”.

A Cristina Martellini, infine, il compito di tirare le somme di questo Comitato di sorveglianza.

Ci ha fatto piacere l’intervento della dottoressa Marinelli, ci fa capire che abbiamo saputo sfruttare le osservazioni degli scorsi anni e quindi la ringraziamo. Così anche gli elementi emersi dalla relazione del valutatore Buscemi che dà conto di un’attività della Regione con risultati importanti ed innovativi nella loro concezione e messa in opera.

Una Regione, le Marche, che non ha timore di mettersi in discussione e che si pone a disposizione del valutatore per raccogliere le critiche e migliorare ancora. Per ciò che riguarda il contesto generale, siamo in terreno molto fluido con elementi importanti che entrano in gioco, l’integrazione tra il Ministero dello Sviluppo e quello della Coesione Territoriale è uno di questi, soprattutto rispetto alle programmazioni precedenti.

Per quanto ci riguarda -continua- abbiamo attrezzato una sorta di cabina di regia interna per la trasmissione di tutte le notizie che riceviamo in un’ottica di impegno e d’integrazione comune. Abbiamo già iniziato in questo senso, spinti dal vice presidente Paolo Pettini, a lavorare tra diverse Autorità di Gestione. C’è poi il progetto Marche 2020 della Regione Marche che approccia, in armonia con quanto detto, tematiche per lo sviluppo integrato del nostro territorio.

Tutti noi -conclude- cerchiamo con attenzione di seguire i rapporti con i rispettivi Ministeri per avere il prima possibile chiara la piattaforma di partenza e muoverci in collaborazione con tutte le forze del territorio”.

Dora Della Sala

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