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Futuro dei giovani studenti in Ucraina: quale sarà dopo la guerra

Letizia Liguori 2 Maggio 2022
L. L.
23/05/2022

Quale sarà il futuro dei giovani studenti in Ucraina dopo la guerra secondo il punto di vista di Luciana Coluccello, giornalista freelance, reporter.



In un istante sono stati negati molti dei diritti umani, uno dei quali è l’Articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E se da un lato il consigliere di Putin afferma che l’Ucraina finirà smembrata e che gli europei con i loro valori liberali non hanno futuro, dall’altro lato Dostoevskij sosteneva che la bellezza avrebbe salvato il mondo. Bellezza, intesa come cultura, arte, apertura mentale e ospitalità.

É possibile ad oggi immaginare un futuro per i giovani studenti in Ucraina? Quale sarà dopo la guerra? Cosa fare per aiutare i giovani ucraini, sia come studenti ma prima di tutto come persone?

Il ruolo degli studenti nella guerra è fondamentale, bisogna informarsi senza essere vittime della propaganda: conoscere e apprendere sono le uniche armi per la libertà. É impossibile non pensare, quando succedono queste cose, alle domande: “Cosa avrei fatto io? Se fossi nato dall’altra parte del mondo quale sarebbe stata la mia vita oggi?”.

Queste sono solo alcune delle domande che abbiamo posto a Luciana Coluccello, giornalista freelance, reporter di guerra, che si trova a Kramatorsk e vede da vicino quello che accade.

Futuro dei giovani studenti in Ucraina: dalla formazione alle prospettive economiche nel paese

Quali sono le prospettive future? Non so risponderti, perché questa guerra, purtroppo, non sembra ancora vedere la fine. Però, una cosa che mi colpisce sempre qui, soprattutto quando parlo con i giovani, è che non dicono mai: “combatteremo fino alla fine” ma “combatteremo fino alla vittoria”. Questo dimostra che c’è entusiasmo, nonostante tutto, anche nel pensiero del futuro. Sono convinti di vincere, di trovarsi in un periodo storico “favorevole”. Il futuro dei giovani in Ucraina è in mano a chi oggi sta combattendo per la democrazia: “Loro sono consapevoli che l’Ucraina nel futuro prossimo sarà studiata nei libri. Stanno scrivendo la storia del loro paese!”

Ci sarà ovviamente una ricostruzione, una riedificazione. É un paese che è stato in gran parte martoriato e colpito. La reporter di guerra ci riporta questo. “Dove possibile, si sta già ricominciando a ricostruire. Ho avuto modo di vedere che c’è una reazione tempestiva da parte della popolazione civile.”

Ci racconta ad esempio che a Kharkiv, in una zona abbastanza periferica, un razzo aveva distrutto il sistema idrico e il giorno dopo c’era già gente a lavoro che tentava di ripristinare tutto. Lo stesso accade con le telecomunicazioni. Racconta: “É successo spesso che abbiano distrutto le infrastrutture di telecomunicazione. Subito sono giunti in loco ingegneri a ripristinare i servizi, in qualche caso anche rischiando la vita. La forza degli ucraini, in questo momento, è soprattutto quella della popolazione civile”.

Come vivono oggi gli studenti Ucraini

Come vede la scuola il futuro dei giovani in Ucraina, qual è oggi la situazione scolastica, come vivono gli studenti ucraini: queste le domande che poniamo alla giornalista. Ci riferisce che le scuole sono chiuse perché fanno parte degli edifici sotto attacco. Oltretutto, c’è stata una massiccia evacuazione, nessun posto è più sicuro. Ci spiega che questo tipo di guerra si combatte non tanto sul campo, come quelle a cui storicamente siamo abituati, ma prevalentemente nello spazio aereo. Dunque ogni edificio è, di fatto, esposto al pericolo, indifeso e scoperto.

Sappiamo di molti edifici distrutti, in particolare durante la notte del 18 marzo 2022, otto fabbricati sono stati rasi al suolo, tra questi anche dei plessi scolastici.

A Kharkiv, moltissime sono le università e le scuole colpite. La giornalista dichiara: “Ho molte testimonianze, persino dai villaggi più poveri nel Donbass, di ragazzi che seguono lezioni online. Chi può e chi è rimasto, continua con la didattica a distanza. Ci tengono gli studenti, e ci tengono i professori rimasti, nel limite del possibile, naturalmente”.

Infatti la DAD non sempre è attuabile poiché spesso manca Internet. Ma in realtà ci dice la Coluccello:

“più che la connessione in sé, il problema è l’elettricità perché vengono colpiti sistematicamente i sistemi elettrici delle città. Per quanto riguarda internet, ho visto in molte grandi città quanto l’Ucraina sia anche più avanti di noi, a livello tecnologico. Ho visto mettere in piedi reti Wi-Fi potentissime in metropolitana, dove da oltre due mesi ormai vivono migliaia di persone, in men che non si dica.”

Come salvare il futuro dei giovani studenti in Ucraina

Le prime parole che ci sovvengono sono accoglienza, ospitalità, umanità, solidarietà, generosità ma quella che raramente appare nelle nostre menti è multiculturalità.

L’unica cosa che permette di avere una visione del mondo chiara, globale, è l’interscambio culturale. Per capire veramente il resto del mondo e non rimanere nel proprio provincialismo bisogna viaggiare, incontrare persone, comprendere la loro cultura.

Quando si parla di cosa poter fare per il futuro dei giovani studenti ucraini, la Coluccello afferma:

“Non parlerei soltanto dei giovani ucraini. La cosa più importante è il dialogo, i programmi ministeriali come Erasmus, e simili; insomma, aprire le porte e mantenerle spalancate allo scambio interculturale. Anche – e forse soprattutto – ai ragazzi russi. Ciò può essere un valore aggiunto in termini di confronto e apertura mentale. La migliore risposta alla propaganda è andare a conoscere il mondo, osservarlo con i propri occhi“.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la Russia è un paese molto esteso: non esistono solo Mosca o San Pietroburgo, dove ormai molti giovani sono ben coscienti di quello che accade in Ucraina, e sanno ormai trovare anche modi alternativi per informarsi, o utilizzare gli stessi social bannati dallo Stato. Ma anche piccole e lontane realtà dove la maggior parte delle persone è davvero vittima della propaganda. Oltretutto, ricordiamo che è una dittatura e che il dissenso porta inevitabilmente alla reclusione.

L’Europa e il futuro dei giovani studenti in Ucraina

Ma se l’europeismo è un insieme di correnti ideali, movimenti politici e iniziative concrete volte a favorire l’integrazione dei popoli e degli Stati d’Europa, cosa può fare per il futuro dei giovani studenti ucraini?

La giovane giornalista ci racconta: “In Ucraina, soprattutto nell’est, le famiglie sono quasi sempre miste. In molti nuclei familiari, ad esempio, la madre è ucraina e il papà russo, o viceversa. Ricordo di un’intervista ad una donna, raccontava: “Ho lavorato 15 anni a Mosca, ho tantissimi amici lì, sono ucraina. Ma adesso con loro non parlo più, persino con mia zia che vive nella capitale, ho interrotto ogni rapporto. Le mandavo i video degli edifici distrutti, di quello che succedeva qui a Kharkiv, del numero dei morti, ma non mi credeva. Continuava a ripetere che la Russia vuole solo liberarci. Ma liberarci da cosa? Solo mia cugina mi crede”.

Quindi le chiediamo, cosa può fare l’Europa per il futuro dei giovani?

Come dicevo prima, mantenere l’apertura dei nostri paesi verso tutti gli studenti, siano russi o ucraini. Uno studente straniero che studia nelle nostre università, poi, è un arricchimento anche per i nostri studenti italiani. Se si resta confinati nel proprio piccolo orticello non si avanza, non si costruisce, non si impara né si migliora.”

Non è mai utile isolare, confinare, quantomeno dal punto di vista degli studenti, tentando di emarginare la Russia. L’ha capito l’Università di Milano-Bicocca che ha fatto dietrofront sulla decisione di annullare il corso su Dostoevskij. La cultura ha valore universale di pace, e gli studenti rappresentano la migliore risorsa per costruire un futuro senza minacce belliche.

© Riproduzione Riservata
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Letizia Liguori Sono una studentessa di Lettere Moderne. Ho scelto questa facoltà per la mia passione più grande: la scrittura. Credo nel potere delle parole per cambiare il mondo, perché queste hanno una forza innata. Nel corso della mia vita, la scrittura è stata uno strumento di evasione: mi ha consolato nei momenti difficili e aiutato quando necessitavo di un consiglio. Maturando ho capito la sua importanza: raccontare idee che smuovano le coscienze. Le mie giornate da adolescente sono state influenzate dalle storie dei deboli di De Andrè, della poesia fatta canzone di Guccini, dal cinema con regia cristallina di Sorrentino e dalla lettura dei classici. Grazie alla lettura riesco ad allontanarmi dalla realtà presente ricercando un altrove nelle epoche passate. Credo che le parole siano un mezzo importante per conoscere sé stessi e gli altri, i vocaboli sono sempre stati la mia difesa, la mia ancora di salvezza. Il mio obiettivo è quello di impiegarli per rendere edotto ed informato il lettore lasciandogli una traccia, un punto di vista, seppur rivolto ad un unico e singolo individuo. Leggi tutto