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10 giugno 2012

Un capitolo di vita universitaria in mostra a Firenze

L’Università di Firenze rende omaggio alla tradizione goliardica. Fino al 31 agosto, infatti, la Biblioteca Marucelliana ospita la mostra “La Goliardia in Toscana dal XIX al XX secolo: Editamus igitur”, realizzata in collaborazione con l’ateneo. Un capitolo di vita e storia universitaria, raccontato attraverso il fenomeno irriverente e anti-accademico della goliardia. L’esposizione offre,  un breve excursus sulla storia della goliardia italiana tra Otto e Novecento, con un’attenzione particolare alla Toscana, dove il fenomeno, affermatosi nell’Ottocento, ha connotato a lungo la vita universitaria e cittadina di Firenze.

Dalle origini ottocentesche e dal fascino per il Medioevo e i cosiddetti “clerici vagantes”, gli intellettuali vagabondi di cui i goliardi sono eredi, si arriva fino al secondo dopoguerra. Di questo periodo la Biblioteca conserva oggetti e documenti originali, come riviste e “numeri unici”, i giornali satirici distribuiti nelle piazze, edizioni di pregio e pezzi rari, tra cui il manoscritto che apre la mostra, e i cosidetti “papiri”, cioè le pergamene con disegni sconci e frasi ironiche, rilasciate alle matricole dagli studenti più anziani che si prendevano gioco di loro. Nella mostra anche la storia del “goliardo”, cappello da viaggio e da caccia medievale, detto “à bec”, o “a punta”, adottato dagli studenti universitari nel 1892 a Padova, in occasione delle celebrazioni galileiane.

La vita universitaria di Firenze e non solo prende voce in questi scritti, riportando alla luce lo spirito di quelle comunità studentesche. Ne rievocano il gusto della trasgressione, il rifiuto dell’ordine costituito, il piacere della compagnia e dell’avventura, ma soprattutto la prepotenza con cui hanno cercato di inserirsi nel dibattito sociale per modernizzare i costumi.

 

 

 

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