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18 luglio 2012

Col 110 entri gratis: Bologna e le magistrali in saldo

Quante volte abbiamo sentito citare del tutto a sproposito il concetto di meritocrazia? Probabilmente s’è perso il conto.

Premiare le eccellenze, anteporre i migliori, spianare la strada a chi è davvero capace. Bla, bla, bla.

Di santoni pronti a rimpinzarci la testa con questa o quella sparata sulla meritocrazia, con riferimento ai contesti più disparati, qui ne abbiamo quanti ne vogliamo. E l’università non fa eccezione, anzi.

Solo che poi, al solito, conta come si razzola e non come si predica. E allora capita di rimanere quantomeno spiazzati di fronte a proposte come quella caldeggiata dal Consiglio dei Ministri a partire dallo scorso gennaio.

L’ipotesi paventata era la cancellazione di qualsiasi requisito legato al corso di laurea oppure al voto finale; a dispetto di un eventuale 110 e lode, diventava via via più importante l’ateneo di provenienza; alla faccia del merito, si azzardava timidamente a commentare qualcuno.

Perplessità e contraddizioni riscontrabili ormai a qualsiasi livello della scala sociale. Esistono poi quelle che chiamiamo eccezioni, o che perlomeno si augurano di divenire tali.

L’università di Bologna, da tempo stabilmente nelle primissime posizioni di qualsiasi ranking italiano, il 110 non lo svaluta; piuttosto, lo rivaluta.

L’ultima proposta interessa esclusivamente i neolaureati triennali in procinto di intraprendere la specializzazione; il nodo principale, insieme al voto di laurea, è la regolarità dello studente.

D’ora in avanti, chiunque sarà in grado di laurearsi “in corso” e conseguendo un 110 su 110, avrà diritto ad un premio a dir poco allettante: il totale esonero dal pagamento della tassa d’iscrizione alla magistrale.

Una misura rivoluzionaria, quasi una borsa di studio aggiuntiva da riservarsi agli studenti più meritevoli; ed inoltre, un notevole incentivo per i futuri iscritti dei corsi triennali, i quali avranno ben donde di “mettersi sotto” e dare il meglio di sé sui libri.

Ma in realtà si tratta anche di un provvedimento astuto e mirato: non solo i laureati in corso con il massimo del punteggio non avranno alcun motivo di migrare verso altri lidi, ma è facile preventivare un ulteriore boom d’iscrizioni, in virtù dei vantaggi economici che le nuove disposizioni comportano per le famiglie stesse degli studenti.

Non a caso, il prorettore Roberto Nicoletti parla di “misura di valorizzazione del merito della stessa natura di quella introdotta qualche anno fa per i migliori diplomati alla scuola superiore che ha anche l’obiettivo di trattenere e continuare a formare i nostri migliori studenti”.

La strada imboccata dall’Alma Mater è dunque un gran bel viatico per il futuro prossimo, in grado di arricchirne ulteriormente il biglietto da visita. Ma nel giochino del “do ut des”, a guadagnarci sono questa volta anche gli studenti; o se non altro, quelli che l’esonero se lo saranno guadagnato “sul campo”.

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