• Google+
  • Commenta
27 luglio 2012

Due asine, quattro asinelli e tre studentesse

Il parto gemellare nell’asino è un evento raro e la sopravvivenza di entrambi i puledri lo è ancora di più. Per la prima volta questo evento si è verificato per ben due volte, nello stesso allevamento e a distanza di poco più di un’ora, coinvolgendo tre studentesse della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Pisa. Il fatto è accaduto la notte dello scorso 28 giugno presso l’allevamento di Asini dell’Amiata delle Bandite di Scarlino, a Puntone di Scarlino (GR), azienda pilota per la produzione di latte d’asina.
Giulia, Silvia e Costanza stavano svolgendo il tirocinio e la parte sperimentale della tesi di laurea presso l’allevamento, quando si sono ritrovate il compito di accudire i quattro puledri neonati, di cui due deboli e a forte rischio di non sopravvivere. Le ragazze non hanno avuto dubbi, si sono trasferite dalla camera da letto alla stalla, hanno messo i sacchi a pelo sulle presse di paglia e non hanno lasciato più gli asinelli finché tutti non sono stati fuori pericolo.
Il parto dell’asina, più di quello della cavalla, è un evento che si svolge nella stragrande maggioranza dei casi senza complicazioni. Quando però qualcosa va storto e si verifica una distocia (parto difficile, non fisiologico), il tempo per salvare la vita del puledro è brevissimo, al massimo 30 minuti. Nel caso di una gravidanza gemellare, i rischi sono sempre molto alti perché può succedere che i due puledri si affaccino contemporaneamente al canale del parto ostacolandosi a vicenda e rischiando la morte per asfissia; inoltre, anche in caso di nascita di entrambi i puledri vivi, di solito uno dei due è molto più piccolo e meno maturo dell’altro, per cui soccombe nei primi giorni di vita.
Questo non è successo ai quattro puledri nati a Scarlino grazie alle cure di tre studentesse di Pisa. Adesso i puledri hanno quasi un mese di vita e sgambettano felici sotto gli ulivi con le loro madri. Una bella storia: un’azienda pilota per la produzione di latte d’asina per la nutrizione dei bambini allergici a quello vaccino, tre studentesse entusiaste che hanno saputo mettere in pratica quello che era stato loro insegnato, due asine e quattro asinelli.

Google+
© Riproduzione Riservata