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20 luglio 2012

Gli studenti di Messina: “Paolo vive”

MESSINA, 19 luglio 2012. Nel XX anniversario della strage di via D’Amelio, gli studenti hanno voluto ricordare il magistrato Paolo Borsellino, ucciso in via D’Amelio in un attentato di Cosa Nostra con la sua scorta. Era il 19 luglio 1992.

Il corteo si è riunito in Piazza Pugliatti, davanti al Rettorato dell’Università di Messina. Nella sfilata in ricordo di Paolo Borsellino che, come Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci il 23 maggio 1992, ha messo la sua vita al servizio della verità e della giustizia, c’erano i giovani del Circolo della Giovane Italia “Quo Usque Tandem…”, insieme ai ragazzi dell’Associazione Universitaria “Atreju – La Compagnia degli Studenti” e agli esponenti del “Comitato Paolo Borsellino”.

La cerimonia non ha cercato roboanti clamori mediatici, ma è stata significativamente accompagnata dall’intervento del sindaco Giuseppe Buzzanca, dell’assessore provinciale Michele Bisignano, presente anche in rappresentanza del presidente Ricevuto, di Marina Moleti, presidentessa dell’Associazione nazionale magistrati di Messina, delle Forze dell’Ordine.

Il significato della pacifica manifestazione è tutto nelle parole dello striscione che precedeva il corteo: “Paolo vive“. Gli studenti hanno voluto ricordare con semplicità e umiltà, con dolore composto e con rispetto, la sua figura coraggiosa, il suo messaggio di opposizione alla criminalità, l’eredità del magistrato passato alla storia da martire della legalità, da autentico testimone della giustizia che in Italia procede tra mille difficoltà.

Borsellino stava scomodo a molti perché aveva fatto proprio il pensiero che la mafia sia una battaglia culturale– ha spiegato Piero Adamo dell’Associazione “Quo usque tandem“- Ecco perché siamo nella piazza dell’Università e non in una piazza qualunque, perché è qui che si formano le nuove generazioni“.

La stessa piazza, infatti, ha già accolto nel 2007 un albero di ulivo accompagnato da una targa. Sulla targa, le parole di Paolo Borsellino ricordavano a tutti l’importanza di istruire i giovani alla legalità per educarli a non cedere alla mafia: “Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente misteriosa mafia svanirà come un incubo“.

Il momento è significativo– ha aggiunto Adamo, evidenziando l’attualità del dibattito sulla battaglia di Paolo Borsellinonon solo per i vent’anni dalla morte di Borsellino, ma anche per ciò che sentiamo in questi giorni. Vi è angoscia, infatti, nell’apprendere che questa trattativa Stato-mafia ci sia stata e che pezzi di Stato chiedano ad altri pezzi di Stato di dire la verità”.

Un momento importante della manifestazione è stato la lettura, da parte del magistrato Moleti e di alcuni tra gli studenti intervenuti, di brani tratti dal libro “Paolo Borsellino. Silenzi e Voci“, realizzato dalla sezione palermitana dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Toccanti e sempre attuali le parole con cui Borsellino descrive la sua scelta di restare a Palermo, l’amore per la sua Sicilia, l’impegno morale, prima che professionale, nella lotta alla mafia, la speranza che un giorno i giovani comprendano il grande bisogno che questa terra ha di loro: “Avevo scelto di rimanere in Sicilia e a questa scelta dovevo dare un senso. I nostri problemi erano quelli dei quali avevo preso ad occuparmi quasi casualmente, ma se amavo questa terra di essi dovevo esclusivamente occuparmi. Non ho lasciato più questo lavoro e da quel giorno mi occupo pressoché della criminalità mafiosa. E sono ottimista perché vedo che verso di essa i giovani, siciliani e non, hanno oggi attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant’anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire quanto io e la mia generazione ne abbiamo mai avuto”.

La giornata si è conclusa con altri due importanti eventi: alle 16.58, in via D’Amelio è stato osservato un minuto di silenzio, prima di lasciare la parola ai familiari di alcune vittime di mafia, intervenute per condividere la loro esperienza. Poi, alle 19.30, l’atrio della Biblioteca Comunale “Casa Professa”, ha ospitato l’orazione civile del presidente della Camera Gianfranco Fini, nell’ambito dell’incontro “L’ Italia di Paolo Borsellino”.

E la sera, alle 20.30, è partita da piazza Vittorio Veneto la fiaccolata giunta fino in via D’Amelio, dove alle 21 erano previsti un incontro con Marco Travaglio e con Daniele Silvestri.

Fonte notizia: messinaoggi.it, corriereuniv.it

Fonte immagine: panorama.it

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