• Google+
  • Commenta
2 luglio 2012

Incontro col Generale Luciano Garofano, ex comandante del R.I.S. di Parma

“Avete presente quelle serie televisive come “CSI – Scena del Crimine” e “R.I.S. – Delitti imperfetti”? Bene, noi facciamo tutto, tranne quelle cose che mostrano in queste fiction”. Se vi capita di assistere ad una lezione tenuta da un vero professionista, uno che si occupa di indagini investigative e prova scientifica, quasi sicuramente sentirete delle affermazioni del genere, espressioni utilizzate non tanto per denigrare un comunque onesto prodotto televisivo, che ha altre finalità rispetto ad una lezione o ad un convegno sul tema, ma semplicemente perchè negli ultimi anni c’è stata una grande invasione di queste fiction che non rappresentano a pieno la vera attività dei reparti di investigazione scientifica.

La facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno ha ospitato Luciano Garofano, biologo, specializzato in tossicologia forense, Generale dell’Arma dei Carabinieri, insegnante di Tecniche delle Investigazioni Scientifiche presso l’Università del Salento, e per 14 anni, dal 1995 al 2009, comandante del R.I.S. di Parma.

Il Generale Garofano, dopo aver per l’appunto sconsigliato (in modo ironico) agli studenti di guardare quelle fiction che non mettono in risalto in modo corretto il lavoro degli appartenenti ai reparti investigativi, sottolinea l’importanza della prova scientifica nell’attività di investigazione, ma anche in quella processuale.

Tanti sono stati i riferimenti a casi giudiziari degli ultimi 20 anni, dei quali si è occupato lo stesso Generale Garofano: l’omicidio di Elisa Claps, quello di Meredith Kercher ed il delitto dell’Olgiata che ha causato la morte della contessa Alberica Filo della Torre nel 1991, e soltanto 20 anni dopo, la prova del DNA ha identificato il possibile colpevole nel cameriere filippino Manuel Winston, che poi ha confessato.

Molto importante è il ruolo del first responder, ovvero di chi interviene per primo sulla scena del crimine, e spesso l’attività di queste persone è connotata da superficialità e impreparazione. Chi compie il primo intervento deve innanzitutto verificare l’attendibilità delle informazioni acquisite, deve documentare, quindi registrare le attività che si stanno compiendo, deve sovraintendere l’intervento dei soccorritori ed isolare, proteggere e controllare la scena del crimine nella sua globalità.

Il Generale Garofano sostiene che ci debba essere un miglioramento dei protocolli operativi nella scena del crimine e si deve cercare di migliorare la preparazione professionale di chi compie operazioni sul luogo del reato.

Nei processi possono intervenire i periti nominati dal Giudice e i consulenti nominati dalle parti; ovviamente, questi professionisti espongono tesi contrapposte su uno stesso fatto e ciò contrasta un po’ con l’idea che vuole che la prova scientifica debba essere il più oggettiva possibile.

Ecco che il Generale Garofano sostiene che si debba creare un istituto nazionale di Scienze forensi, in cui si concentrino tutte le professionalità e a cui possano rivolgersi Difesa, Accusa ed il Giudice. Quest’ultimo chiaramente ha un ruolo fondamentale e spesso non dà la possibilità ai consulenti di esporre in modo completo le proprie tesi e di confrontarle con quelle dei periti, i quali, per il fatto di essere nominati dal Giudice, sono considerati più competenti dei consulenti.

Si conclude così un incontro estremamente interessante con il Generale Luciano Garofano, che negli ultimi anni è diventato anche un piuttosto noto personaggio televisivo, con la partecipazione fissa alla trasmissione televisiva “Quarto grado” e presentando egli stesso un programma dal titolo “L’altra metà del crimine” su LA7 d, ha avuto anche un’esperienza politica, ma nonostante ciò non ha perso la passione di un tempo nell’occuparsi di prova scientifica e attività investigativa.

 

Google+
© Riproduzione Riservata