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22 luglio 2012

Le emissioni di CO2 continuano ad aumentare

Le emissioni globali di anidride carbonica (CO2), la causa principale del riscaldamento globale, sono aumentate del 3% lo scorso anno, raggiungendo un massimo storico di 34 miliardi di tonnellate.

In Cina, il paese più popoloso del mondo, le emissioni medie di CO2 sono aumentate del 9% , raggiungendo le 7,2 tonnellate pro capite. La Cina è ora nel range da 6 a 19 tonnellate di emissioni pro capite dei principali paesi industrializzati.

Nell’Unione Europea, le emissioni di CO2 sono scese del 3%, dunque a 7,5 tonnellate pro capite.

Gli Stati Uniti restano uno dei più grandi emettitori di CO2, con 17,3 tonnellate pro capite, nonostante un calo a causa della recessione nel 2008-2009, i prezzi elevati del petrolio e un aumento della quota di gas naturale.

Questi sono i risultati principali di “Trends in global CO2 emissions” la relazione annuale, pubblicata il 19 luglio dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea e dalla Netherlands Environmental Assessment Agency (PBL).

Sulla base dei risultati recenti dal Database delle emissioni Globali in atmosfera (EDGAR), delle ultime statistiche sul consumo energetico e delle relative attività come il gas flaring e la produzione di cemento, le emissioni globali di CO2 hanno continuato a crescere nel 2011, nonostante le riduzioni nei paesi OECD.

Incerte condizioni economiche, un inverno mite, e risparmio energetico stimolato da alti prezzi del petrolio hanno portato ad una diminuzione del 3% delle emissioni di CO2 nell’Unione Europea e del 2% sia negli Stati Uniti che in Giappone.

Le emissioni dei paesi OECD oggi rappresentano solo un terzo delle emissioni mondiali di CO2, la stessa quota di Cina e India combinate, dove le emissioni sono aumentate del 9% e 6% rispettivamente nel 2011. La crescita economica in Cina ha portato a un aumento significativo del consumo di combustibili fossili.

La crescita della produzione di cemento e di acciaio ha causato un maggior consumo di carbone in Cina, dove si è avuto un aumento del 9,7% di emissioni.

In definitiva, gli emettitori maggiori che contribuiscono ai 34 miliardi di tonnellate di CO2 emessi a livello globale nel 2011 sono: Cina (29%), Stati Uniti (16%), l’Unione europea (11%), India (6%), la Federazione Russa (5 %) e Giappone (4%).

E’ necessario intervenire.

Si stima che il totale cumulativo globale di 420 miliardi di tonnellate di CO2 sono state emesse tra il 2000 e il 2011 a causa delle attività umane, compreso il disboscamento. La letteratura scientifica suggerisce che limitare l’aumento della temperatura media globale a 2 ° C rispetto ai livelli pre-industriali, l’obiettivo internazionalmente adottato nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite, è possibile solo se le emissioni cumulate di CO2 nel periodo 2000-2050 non superino 1 500 miliardi di tonnellate. Se l’attuale tendenza globale di aumento delle emissioni di CO2 dovesse continuare, le emissioni cumulative supereranno questo limite entro i prossimi due decenni.

Fortunatamente, questa tendenza è stata mitigata dalla espansione delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare solare ed eolica e dei biocarburanti. La quota globale di queste fonti rinnovabili moderne, che escludono energia idroelettrica, sta crescendo a una velocità accelerata. Questa rappresenta potenzialmente circa 0,8 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 evitate a seguito dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Fonte dell’immagine:http://www.ecodallecitta.it

 

 

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