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23 luglio 2012

Nell’università della Tuscia i pittori fanno… Breccia

Pier Augusto Breccia diventa socio onorario del distaccamento di Orvieto

30 anni di attività artistica sono molti, un traguardo importante e pregno di significati. Nel 1982, Pier Augusto Breccia faceva il suo esordio artistico nella Galleria Maitani di Orvieto, luogo d’origine della sua famiglia paterna.

In poco tempo, Breccia diventa un attore conosciuto e apprezzato internazionalmente, riconosciuto come Caposcuola della Pittura Ermeneutica. Contraddizioni, paradossi e cadute rispecchiano il linguaggio della sua poetica, che traccia i luoghi che stanno dentro di noi, l’altrove di noi stessi.

Orvieto, per l’artista, ha la doppia valenza di luogo fisico ed interiore al tempo stesso. Oltre ad essere un luogo caro alla sua famiglia e il luogo dov’è iniziata la sua storia artistica, diventa scenario della sua mostra Città in-esistenti, 60 dipinti olio su tela che rappresentano, per l’artista, l’estrema sintesi tra Essere ed Esserci.

Criptici e fascinosi, tra sentimento e leggenda, i suoi quadri fuori dai canoni hanno un chiaro marchio autoriale che è tipico dei Capiscuola, con una mirabile bravura sintetica.

Un pittore fuori dai canoni, che la sua Orvieto ha deciso di onorare: la sezione di Orvieto dell’Università popolare della Tuscia ha, infatti, conferito l’attestato di socio onorario a Breccia, come pittore, premiando le sue doti, lavori ed espressioni in campo artistico. La consegna dell’attestato è avvenuta al Palazzo dei Sette, sede della mostra, ad opera del coordinatore della sezione orvietana Pier Luigi Leoni, coadiuvato da Franco Barbarella, Gisleno Breccia ed Enzo Prudenzi.

 

Fonte immagine: OrvietoSi

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