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3 luglio 2012

Obiettivo: raggiungere l’82% dei laureati nel lavoro

Il Consiglio dei ministri dell’Unione Europea ha fissato l’intento di raggiungere l’82% dei laureati entro il 2020 nel lavoro, mediamente della fascia di età 20-34 a tre anni dalla fine della formazione.

Tale scopo riguarda ad un tasso medio, in quanto non sarà possibile raggiungerlo da tutti i paesi e nello stesso periodo, ma dimostra all’Europa di essere in grado di reggere una competitività a livello mondiale, senza la quale è certo un inevitabile declino. Secondo le perizie di Bruxelles, entro la fine del decennio il 35% dei posti di lavoro richiederà un titolo di istruzione superiore.

La strategia Europa 2020 punta a rilanciare l’economia attraverso la realizzazione di cinque obiettivi interconnessi tra loro da conseguire a livello nazionale ed europeo: occupazione, ricerca e innovazione, istruzione, lotta alla povertà e integrazione sociale, cambiamento climatico ed energia. Ciò sarà possibile solo attraverso il potenziamento dell’istruzione e della formazione, per la quale si dovrà raggiungere il 40% dei laureati in Europa.

I laureati sono formati al pensiero critico e analitico, dimostrano flessibilità, hanno capacità di innovazione e di auto-apprendimento oltre a possedere un ampio bagaglio di conoscenza importante per affacciarsi su un mercato del lavoro in continuo cambiamento, che richiederà loro di aggiornarsi e adattarsi a carriere diverse nell’arco della vita.

Le statistiche confermano che i laureati hanno più possibilità di trovare lavoro, soprattutto di maggior proficuo rispetto a chi possiede titoli inferiori; nonostante questo, però, è successo anche che circa il 10% dei laureati ha un’occupazione inferiore alla propria qualificazione e che la disoccupazione femminile supera quella maschile.

Al momento, non si sa predire quale impatto avrà l’attuale clima di generale recessione sul finanziamento dell’istruzione superiore, sulla partecipazione all’istruzione e più in generale sui servizi agli studenti.

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