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6 luglio 2012

Rimini: tutti i corsi saranno a numero chiuso

Arriva l’ordine dalla sede bolognese dell’Alma Mater, il provvedimento partirà già dall’anno accademico 2012-13.

Chiamatelo numero chiuso o accesso programmato, la sostanza non cambia: per immatricolarsi ai 19 corsi universitari del polo di Rimini si dovrà sostenere un test di selezione.  L’interessata è soprattutto la facoltà di Economia, che lo scorso anno ha registrato un boom di ben 600 iscrizioni,  costretta quindi a seguire la sorte della sorella di Forlì. Decisione che mantiene l’aria tesa tra Bologna e Rimini:  il polo romagnolo avrebbe infatti preferito mantenere libero l’accesso al proprio corso, che invece dovrà sbarrare le iscrizioni entro il 30 agosto.

La riorganizzazione dell’offerta didattica viene a inserirsi nel progetto più ampio di riforma dell’Alma Mater, conosciuta come Rivoluzione Alma33.  Il cambiamento più importante sarà il passaggio da 72 dipartimenti a 33, da 23 facoltà a 11 scuole tecnico-tematiche, e che porterà a Rimini alla «nascita del dipartimento del Benessere e della Qualità della vita (che accorpa Medicina, Farmacia, Moda e Scienze Motorie) e di 5 unità operative per quanto riguarda le discipline economiche».  (fonte)

«Si tratta purtroppo di una scelta obbligata: siamo cresciuti talmente tanto in questi ultimi 2 lustri che si rende ora necessaria una scrematura. È la stessa Bologna che ce lo impone, dal momento che ogni docente non può seguire più di un tot di alunni e il loro numero non può purtroppo essere aumentato» dichiara Lorenzo Succi, direttore di UniRimini, la società consortile di sostegno all’Ateneo, che il 2 luglio ha partecipato alla commisione consiliare del Comune interamente dedicata alla riforma universitaria. Era presente all’incontro anche il sindaco Andrea Gnassi, che sin dalla sua elezione ha sostenuto con forza la presenza degli universitari anche nel centro storico della sua città, sul modello di Bologna, e che approva la collaborazione sempre più stretta tra Alma Mater e città: «L’Università non si può più autogestire in quest’epoca di trasformazioni industriali e di processo mondiali» (fonte)  e si potrà procedere verso una crescita collettiva «solo se ci sarà finalmente anche il contributo della città, dal mondo dell’economia alla politica stessa, proprio quello che è fino ad ora è mancato. Il nostro lavoro sarà anche quello di lavorare in questa direzione». (fonte)

Tutto  comunque rimane suscettibile di cambiamenti: a ottobre si terrà infatti la prossima commissione consiliare sul tema, quando sarà finalmente possibile tracciare un bilancio dell’effetto della riforma universitaria sulle iscrizioni, e per allora sarà presente anche Giorgio Cantelli Forti, presidente del polo di Rimini.

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