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19 luglio 2012

Brevettata una glassa che elimina i conservanti dalle merendine a Unifg

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Brevettata una glassa a Unifg

Brevettata una glassa a Unifg

Brevettata una glassa che elimina i conservanti dalle merendine: così l’Università di Foggia combatte l’obesità infantile.

Potrebbe essere questo il fantasioso slogan per riportare la notizia di un’importante invenzione effettuata dalla facoltà di Agraria del capoluogo pugliese.

Si tratta infatti della scoperta di una pellicola commestibile da applicare agli alimenti come merendine e muffin, che permettere di conservare i prodotti in maniera semplice, anche con presenza di ossigeno, evitando di utilizzare conservanti come etanolo, sorbati e derivati dell’anidride solforosa. Questa invenzione, denominata tecnicamente “Film edibile innovativo realizzato per la sostituzione di additivi e conservanti utilizzati nei prodotti da forno e per la pasticceria” è il frutto del lavoro di un equipe di ricercatori guidati da Carla Severini, docente di Scienze e Tecnologie Alimentari alla facoltà di Agraria di Foggia.

La sensazionale scoperta ha già portato alla luce i suoi frutti al gruppo di ricercatori, che ovviamente hanno già ceduto i diritti all’Ateneo, e che fra qualche mese sarà acquistata da una grande casa di produzione dolciaria.

Questo perché la nuova glassa renderà le merendine molto più resistenti agli agenti esterni, quindi meno deperibili, e meno bisognosi di ulteriori confezioni che hanno un alto costo di produzione. Oltre a risvolto economico però c’è da tenere conto del riflesso nutrizionale di elevata importanza dal punto di vista salutare.

I maggiori consumatori di queste merendine sono infatti i bambini di età inferiore di 14 anni, sprovvisti dell’enzima che metabolizza una sostanza come l’etanolo, una condizione utile anche per le donne, anch’esse soggette a metabolizzare con più difficoltà la sostanza in questione.

Inoltre il prodotto grazie a questa nuova pellicola edibile riuscirà a mantenere la sua fragranza e la sua morbidezza per il tutto il tempo di conservazione.

Insomma, se mai l’obesità infantile dovesse calare nei prossimi anni parte del merito andrà certamente all’Università di Foggia e alla sua Facoltà di Agraria.

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