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14 agosto 2012

E’ davvero la fine per l’Università di Ragusa?

A Ragusa è in corso una battaglia su due fronti per decidere se salvare o far sparire l’ateneo di mediazione linguistica. La questione non è semplice: tra Rettore, professori e Commissari si è intrecciato un filo di cui è difficile sbrogliare il capo; filo che ha iniziato a intrecciarsi da quando l’Università di Catania, di cui l’Ateneo ibleo è un distaccamento, ha presentato il nuovo manifesto degli studi mancante del corso linguistico in questione senza la dovuta informazione al CDA universitario. A fronte di tale decisione un deficit pecuniario di più di un milione di euro che il Commissario Straordinario della Provincia Giovanni Scarso ha assegnato all’ateneo.

Una ingente mancanza di denaro che il Rettore Antonio Recca ha impugnato contro la Provincia per giustificare la cancellazione di un corso che rappresenta un bacino importante per l’università catanese sia in termini di studenti iscritti che di pagamento rette. Il Commissario Straordinario però non accetta di buon grado lo scarica barile e accusa il Rettore di essere stato d’accordo con la cancellazione del corso, come comproverebbe anche una mail inviata al presidente Di Raimondo, in cui si richiedeva di sottoscrivere la nuova transazione con Comune e Provincia salvo poi far marcia indietro senza per altro essere ancora a conoscenza del taglio al bilancio previsto per l’Università, come ha tenuto a sottolineare Scarso.

Le variazioni al bilancio di previsione possono infatti essere prese in qualsiasi momento e non è argomento che possa essere contestato dal Rettore, ma il Presidente al Consorzio universitario Ezio Di Raimondo comunque non ci sta e chiama a raccolta tutti gli organi competenti, dalla deputazione iblea ai colleghi, fino all’ultima e più comune arma in queste occasioni: il ricorso al Tar per ottenere la sospensione del manifesto di studi.

Un azione appoggiata dal consigliere comunale PDL Maurizio Tumino che approva gli sforzi del presidente Di Raimondo ma che allo stesso tempo ritiene doverosa una spinta maggiore da parte di tutte le forze politiche, sociali cittadine e provinciali per far tornare il Rettore sui propri passi e impedire che la mancanza di denaro nelle casse del Consorzio e degli enti Soci determini per Ragusa l’interruzione dell’esperienza universitaria.

fonte foto: http://www.viviateneo.it/

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