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24 agosto 2012

I Segreti di Marte Svelati da Insight

Nell’immaginario collettivo, Marte raffigura una sorta di specchio terrestre, un mondo dalle sembianze e dal periodo di rotazione direttamente proporzionali a quelli del nostro Pianeta.In effetti, le similitudini abbondano. Non è un caso, infatti, che già nel lontano 1800, scienziati e scrittori internazionali abbiano dato vita ad un filone letterario d’indiscutibile interesse globale. Si pensi all’inclinazione dell’asse di rotazione, alle calotte polari o alla fitta rete di canali e scanalature.

Ad ogni modo, l’interesse scientifico per Marte affonda le sue radici in quell’escatologia letteraria d’impronta fantascientifica che a partire dalla fine del XIX secolo diede vita ad un caleidoscopico mondo immaginario, ad un eterno quanto improbabile conflitto tra uomini ed alieni; marziani per l’appunto.Tutto ebbe inizio con la potente intuizione dell’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, il quale osservando la superficie marziana, ipotizzò l’esistenza di una fitta rete di canali idrici.

Di lì a poco, molti scienziati internazionali, tra i quali Percival Lowell, iniziarono a credere che su Marte potessero esservi barlumi tecnologici concepiti da civiltà più evolute di quelle terrestri. Tuttavia, per evidenza empirica la tesi avallata da Schiaparelli risultò essere del tutto errata ed improbabile.

In effetti, le cronache scientifiche del’900 svelarono l’arcano e chiarirono che alla base della teoria vi fosse un incredibile errore di traduzione: i canals citati da Schiaparelli, simboleggianti opere d’ingegneria idraulica, in realtà non erano altro che channels, ovvero, semplici scanalature echeggianti ataviche presenze di acqua allo stato liquido.

Ad ogni modo, la consapevolezza dell’inesistenza di artefatti tecnologici non placò gli animi e le brame dei più accaniti ricercatori della verità, i quali continuarono imperterriti a perpetuare le vie della conoscenza e, perché no, dell’assurdo. Nonostante vi fossero fior fiori di dimostrazioni empiriche volte ad obnubilare ed irretire le idee soprannaturali sorte negli anni passati, molti scrittori protesero ad immaginare realtà aliene in grado di generare potenti e pericolose tecnologie.

A cavallo tra 800 e 900, i marziani ispirarono ed edulcorarono le opere di diversi scrittori. E’ così che ebbe origine il filone letterario del Planetary Romance di cui fanno parte: H. G. WellsLa guerra dei mondi” 1987, A. BogdanovLa Stella Rossa” 1908, E. R. BurroughsSotto le lune di marte”, E. J. StarkIl segreto di Sinharat” 1949, R. BradburyCronache Marziane” 1950, A. ClarkeLe sabbie di Marte” 1951, I. AsimovLucky Starr e Maledetti Marziani” 1952. Ma nel filone letterario del Planetary Romance, rientrano anche numerose opere cinematografiche. In particolare, bisogna ricordare la magnifica pellicola del regista Brian De PalmaMission to Mars” che narra dell’incredibile scoperta dell’esistenza di ossigeno e di artefatti tecnologici, compiuta durante una missione di ricognizione sul pianeta rosso da un gruppo di astronauti.

Di recente, la Nasa ha divulgato che entro il 2016 sul Pianeta Rosso, a dar man forte alle ricerche, arriverà un nuovo robot, InSight. La sonda sarà progettata dal Jet Propulsion Laboratory di Passadena ed avrà il compito di scavare nelle profondità del sottosuolo marziano. L’obiettivo degli scienziati americani è quello di acquisire nuove e proficue informazioni sul nucleo del pianeta. Pertanto, InSight porterà con sé tutti gli strumenti necessari e sufficienti per indagare sulla struttura del pianeta roccioso.

Charles Golden, coordinatore del gruppo di ricerca del Jet Propulsion Laboratory ha dichiarato che “l’esplorazione del suolo marziano è una priorità assoluta per la Nasa e la scelta di InSight assicura che continueremo a svelare i misteri del Pianeta Rosso ed a gettare le basi per una futura missione umana. Il recente sbarco di Curiosity ha galvanizzato l’interesse del pubblico per l’esplorazione dello spazio e l’annuncio di oggi precisa che sono in arrivo missioni ancora più emozionanti su Marte”.

Fonte Foto: www.ufoonline.it

 

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