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22 agosto 2012

Marano, il made-in-Italy della birra fra tradizione e nuove prospettive

A Marano sul Panaro la birra scorre sempre a fiumi. Da circa 130 anni. Ed ora che si può contare sul prezioso contributo dell’università di Parma, ci sono tutte le possibilità di proseguire sui binari della tradizione.

La prima testimonianza di coltivazione del luppolo nel belpaese risale al 1876; la sede, manco a dirlo, fu proprio il comune di collina in provincia di Modena.

A Marano vennero riscontrate le condizioni climatiche ideali per condurre esperimenti che col tempo si sarebbero rivelati determinanti per l’importazione della coltura del luppolo in Italia; al punto che “casa del luppolo” è uno degli appellativi con cui la località viene non di rado identificata.

Ora, ad oltre un secolo di distanza, la giunta guidata dal sindaco Emilia Muratori ha deciso di ridare lustro al mito della capitale della birra italiana: il comune ha appena raggiunto un importante accordo con l’ateneo di Parma in merito ad un nuovo piano di coltivazione.

La convenzione vede impegnato, insieme al comune di Marano, il Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente dell’università. Trattasi di un patto cui l’ateneo sembra tenere molto, specie nell’ottica della valorizzazione gastronomica del territorio.

Ma da che mondo è mondo, non esiste coltura senza un terreno adatto. E a fornire il terreno in questione all’università in comodato d’uso, per la durata complessiva di un triennio, ci ha pensato il comune stesso.

Tre anni è difatti il tempo stimato per la realizzazione di un campo di coltivazione, in cui vengano gradualmente introdotti i genotipi del luppolo reperiti sul territorio; la gestione operativa sarà affidata ad Andrea Fabbri, docente UniPr per il Dipartimento di Scienze degli alimenti, cui è già stato conferito il ruolo di Responsabile scientifico.

Le spese? In tutto 5mila euro l’anno, per un totale di 15mila. Una somma che servirà a finanziare le numerose attività di ricerca previste dal progetto, ma in parte utile innanzitutto ad oliare un meccanismo di cui sono già state gettate le fondamenta (un impianto base che consta di 4 filari e attende solo di essere messo in moto).

La presentazione ufficiale dell’iniziativa è attesa per sabato 22 settembre, quando la cittadinanza verrà resa partecipe dei dettagli del progetto.

 

fonte immagine: www.myspace.com

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