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17 agosto 2012

Ministro Severino alla ricerca di una soluzione per l’Ilva di Taranto

Lo studio “Sentieri”, studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinamento, ha diffuso dati poco confortanti sull’area delle acciaierie dell’Ilva di Taranto. Pare, dai risultati affidabili della ricerca che nell’area interessata ci sia un’incidenza di tumori pari al 15%, con un aumento che arriva fino al 30% per quello ai polmoni.

Il ministro della Giustizia Paola Severino interviene mostrando la necessità di trovare una soluzione al problema, soluzione che faccia incontrare le esigenze occupazionali e della salvaguardia della salute del personale e degli abitanti della zona, senza tralasciare il fattore ambientale.

Oggi, venerdì 17agosto, una delegazione di ministri composta da Corrado Passera, Corrado Clini e dalla stessa Severino farà visita ai luoghi interessati dallo studio “Sentieri” per fare un’accurata ispezione e constatare in prima persona la situazione. Il ministro della Salute Renato Balduzzi invece, dopo aver ricevuto il resoconto dell’Istituto Superiore di Sanità, ha richiesto di poter visionare i due provvedimenti riguardanti il sequestro degli impianti di Taranto del Gruppo Riva ed ha inoltre tolto a Bruno Ferrante l’incarico di custode giudiziario delle acciaierie Ilva.

Lo studio “Sentieri” non è l’unico ad aiutare a comprendere bene la situazione pugliese; entro settembre arriverà all’attenzione del ministro Balduzzi un’altra indagine, condotta dal Centro per il controllo delle malattie insieme con l’Asl pugliese. I dati contenuti all’interno di questo azionano forti campanelli d’allarme: nell’area di Taranto si riscontra un eccesso del 30% circa della mortalità causata da tumori ai polmoni; un eccesso del 50% negli uomini e del 40% nelle donne di morti per malattie respiratorie acute ed in generale aumentano del 10% i decessi causati da malattie all’apparato respiratorio. Lo studio in questione ha analizzato un lasso di tempo di circa dieci anni ed ha riscontrato quanto la qualità della vita nella zona sia, in questi anni, pericolosamente diventata di giorno in giorno più malsana.

La colpa di tutto, secondo gli esperti, sarebbe imputabile alle sostanza chimiche adoperate nelle fabbriche presenti in zona le quali, ovviamente, si disperdono anche nell’aria. Questa fanno aumentare il rischio di contrarre malattie respiratorie; perché questa grave situazioni migliori è necessario che le acciaierie del Gruppo Riva si adeguino alla prassi dettata dalla legge e attuino le azioni di bonifica necessarie, questo non solo gioverà alla salute di tutti gli abitanti e lavoratori ma permetterà anche il dissequestro delle acciaierie stesse.

Fonte foto: www.radiogold.it

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