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15 agosto 2012

Ragusa: è la fine per il c.d.l. in Mediazione Linguistica?

Si finisce al Tar dopo le polemiche sulla questione ragusana sorta intorno al corso di laurea in Mediazione Linguistica.

Che già da tempo è l’oggetto del contendere tra l’Unict, da una parte, e il Consorzio universitario, la Provincia e il Comune di Ragusa dall’altra.

Il 12 agosto il presidente del Consorzio Universitario Antonio Di Raimondo comunica ufficialmente la sua intenzione di ricorrere al Tar.

A spingere Di Raimondo ad adire le vie legali è stato il repentino dietro-front dell’Unict: il direttore generale dell’Università degli Studi di Catania, Lucio Maggio, ha trasmesso il parere poco favorevole al mantenimento del cdl in Lingue della sede ragusana, espresso del presidente del Collegio dei revisori dell’Università, Antonio Caruso. Che manifesta “forti perplessità in ordine ad un’eventuale accettazione dell’Università dell’accordo transattivo” tra Comune e Provincia, a causa dei debiti accumulati in passato proprio da queste due istituzioni.

Pure il Commissario Straordinario della Provincia di Ragusa, Giovanni Scarso, e il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, si chiedono:  “A che gioco stiamo giocando?“. “Non siamo più disposti a tollerare questa situazione e questo atteggiamento irriguardoso nei confronti di due Istituzioni – aggiunge il Commissario Scarso – come la Provincia e il comune di Ragusa. Il rettore non può prendersi gioco di due Enti pubblici e di un consorzio. Prima ci impone il diktat della firma dell’accordo transattivo come unica condizione per inserire il primo anno del corso di mediazione Linguistica, per poi farci avere, alla vigilia di ferragosto, un parere negativo del presidente dei revisori dei conti, allorché era stato già individuato un Notaio disponibile alla sottoscrizione della transazione “.

“Crediamo che a questo punto- continua Scarso– l’unica soluzione sia la strada giudiziaria. Il Consorzio dovrà chiedere adire il Tar di Catania e chiedere la sospensiva del manifesto degli Studi che non prevede il primo anno del corso di mediazione Linguistica e citare per danni l’Università di Catania che non ha rispettato la vecchia transazione. Per i debiti del Consorzio, l’Università continui a seguire la strada dei decreti ingiuntivi e il Consorzio si difenderà nelle sedi competenti. Questa ‘mossa’ dell’Ateneo di Catania ha fatto venire allo scoperto le reali intenzioni del Rettore dell’Università di Catania che vuole liberarsi così di Ragusa“.

Nel frattempo Di Raimondo chiede al Tar la sospensiva del manifesto di studi dell’Unict che non prevede il corso di laurea in Mediazione Linguistica del polo ragusano. Di Raimondo ha inoltre richiesto apertamente il sostegno generale delle istituzioni e della gente, per programmare una sollevazione pubblica.

Quest’ultima non basterà però da sola a salvare le sorti del corso di laurea in Mediazione Linguistica, vista l’attuale situazione di stallo originatasi a causa degli scarsi contributi stanziato dal commissario Giovanni Scarso. Solo 150mila euro, contro l’originario milione e mezzo.

Intanto è ormai accertata la sospensione del corso di lingue presso il polo ragusano: niente immatricolazioni al primo anno del corso in Mediazione Linguistica. L’Università di Catania, secondo il sito corrrierediragusa.it, non vedeva del resto di buon occhio il trasferimento di Lingue a Ragusa.

Ma Antonio Recca, Rettore dell’Unict, accusa la Provincia di non poter realmente sostenere i costi della Facoltà, mentre Giovanni Scarso rimanda le accuse al rettore: Recca si è tirato indietro rispetto all’accordo transattivo tra il Consorzio e l’ateneo.

Potevano pensarci prima – scrive in una nota Scarso – invece di fare dietrofront all’ultimo minuto“. “Il rettore – sostiene ancora Giovanni Scarso– è stato smentito clamorosamente dal suo direttore amministrativo e conferma la volontà del’Università di non voler tenere in conto gli impegni assunti e d volere scaricare sulla Provincia le responsabilità. La Provincia è pronta a firmare l’accordo insieme al comune, il Consorzio e l’università“.

Ma se il commissario Scarso era tanto sicuro di voler firmare l’accordo, non è ancora chiaro il motivo per cui ha concesso dei fondi tanto ridotti rispetto a quelli originari. Nel frattempo non si può fare altro che attendere l’esito del ricorso al Tar, cosa che imporrà lunghe attese agli studenti e alle loro famiglie.

In questo clima di roventi polemiche Scarso non risparmia nemmeno il rappresentante degli studenti Paolo Pavia per le critiche rivolte a tutti contenute in una nota: “Non spetta a Pavia esporre giudizi di merito“, ha ribattuto perentorio.

E proprio del 14 agosto è la notizia che Paolo Pavia avrebbe ricevuto una lettera minatoria, naturalmente anonima.

La missiva è già stata consegnata alla Procura e il commissario Scarso ha già espresso tutta la sua solidarietà al rappresentante degli studenti. La mano che ha scritto la lettera sarebbe la stessa- ritiene lo stesso Pavia– che gli avrebbe già scritto altre lettere dal tono intimidatorio. “Sono tranquillo – dice Pavia – perché sono altre le cose che mi preoccupano“.

Fonte notizie: reteiblea.it, corrierediragusa.it, radiortm.it

Fonte immagine: radiortm.it

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