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29 agosto 2012

Voti di scambio a Cassino, in tre rischiano la reclusione

Protagonista l’Università di Cassino, di un’incresciosa vicenda che ha coinvolto un funzionario dell’ateneo, la moglie e un suo collaboratore. I tre rischiano di scontare tre anni di reclusione: l’accusa è di voto di scambio.

A smuovere le chete acque una studentessa, che finalmente ha permesso agli inquirenti di smascherare il deplorevole comportamento dell’impiegato universitario, il quale assicurava agli studenti il superamento degli esami “invitando” gli stessi a votare la moglie, candidata Pdl alle comunali dello scorso anno.

Nonostante tutto la donna non ha riportato il successo auspicato, pur avendo portato a casa 84 voti; la squadra informativa del commissariato di polizia di Cassino ha fatto partire l’indagine subito dopo la segnalazione di un post rabbioso su Facebook, scritto dalla giovane studentessa, in cui ella lamentava tutto il suo disappunto, facendosi magari portavoce di molti altri silenti.

Il vicequestore Francesco Putortì insieme ai suoi agenti collaboratori, dopo aver ascoltato la ragazza, ha sentito anche gli altri studenti compagni di corso, che ha detta della giovane, dovevano aggirarsi intorno a una decina, anch’essi coinvolti nella vicenda. Naturalmente sono stati  interrogati anche gli altri ragazzi, residenti a Cassino, dove lo scorso anno si è votato per il rinnovo del consiglio comunale. E il risultato? Tutti hanno confermato le dichiarazioni della studentessa coraggiosa.

Il sostituto procuratore della Repubblica Barbara Affinita, senza indugio, ha dato il via alle indagini e concluse le dovute verifiche ha chiesto per i tre indagati il rinvio a giudizio per il reato di voto di scambio.

Continua il cattivo esempio e il malcostume nelle università italiane. E un sistema che fa acqua da tutte le parti rischia di rovinare le generazioni e di far credere che soltanto con il compromesso si possa ottenere gratificazione e successo in questo Paese, mandando al diavolo la meritocrazia e l’onestà. Lodevole l’atteggiamento della studentessa, timido clamore nell’assordante omertà.  Che qualcuno faccia presto qualcosa!

Immagine tratta da http://www.universita.it

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