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30 settembre 2012

All’Università di Perugia un’aggressione…Una storia tutta d’invenzione

Per non sostenere un esame una studentessa universitaria ha messo in atto una plausibile strategia: ha raccontato di aver subito un’aggressione sull’uscio di casa. La ragazza ha chiamato il 113 ed ha raccontato alla polizia l’episodio spiacevole, mero frutto della sua fantasia, senza tralasciare neanche il più piccolo dettaglio.

Uno straniero l’avrebbe derubata e poi avrebbe cercato di violentarla; la studentessa, vittima del tentativo di un’aggressione sessuale, sarebbe stata minacciata con un coltello come dimostravano le ferite da tagli sulle braccia e sui vestiti, esibiti dalla studentessa agli agenti della squadra mobile.

Gli investigatori, tuttavia, nell’esaminare l’accaduto, dopo aver accompagnato la ragazza all’ospedale, hanno riscontrato diverse contraddizioni nel racconto ed alla fine hanno ottenuto la sua confessione: «Mi sono inventata tutto».

Il motivo di una tale messa in scena? Un esame universitario da superare che la ragazza non voleva fare o, più semplicemente, la paura di cimentarsi in tale impresa.

La vicenda è stata riportata su un quotidiano locale, qualche giorno fa, destando perplessità e scalpore nel rilevare quanto sia delicata la situazione in cui spesso si trovano a vivere le giovani generazioni, sempre più prive di punti di riferimento e in balia del disordine sociale.

Viene da chiedersi: perché i ragazzi non riescono a contare sulle proprie forze, perché perdono fiducia in se stessi inventando assurdi escamotage anche solo per superare un semplice esame universitario? Sarà per colpa della società e di ciò che i media lasciano intendere, palesando una tremenda incertezza per il futuro, o magari la paura di sbagliare e le pressione dei familiari sono, ancora oggi, ostacoli così insormontabili?

Resta inevitabilmente un episodio increscioso e di cattivo gusto… soprattutto se un pensiero va a tutte quelle ragazze che veramente subiscono violenze e soprusi e che restano “segnate” per il resto della loro vita.

Un’ingiustificabile leggerezza, quella della giovane studentessa, che si spera le faccia comprendere di essersi cacciata in una storia più grande di lei.

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