• Google+
  • Commenta
2 settembre 2012

All’università non conta il merito, ma il nepotismo

«Non voglio parlare assolutamente della mia posizione universitaria della quale mi ritengo soddisfatto. Ma fare carriera nell’Università di oggi è diventato veramente quasi impossibile. Questo vale sia per ottenere un posto da ricercatore se si è nella situazione di dottorando sia se da ricercatore si pensi di poter diventare professore associato. I nostri governi si riempiono la bocca del ritorno alla meritocrazia ma nella realtà dei fatti nulla cambia.», parla Alessandro Bovicelli, medico e ricercatore, presso l’Università di Bologna.


«Ci sono ricercatori con una produzione scientifica enorme che forse mai, se non tardissimo, riusciranno a diventare professori associati. Lo stesso vale per gli ancora più giovani dottori di ricerca con splendidi curriculum corredati anche di esperienze all’estero che, quando va bene, diventano ricercatori superati i 40-45 anni.  I tre unici parametri che muovono tutto sono il nepotismo, l’appartenenza politica e l’anzianità ma non la meritocrazia. Sarebbe il caso almeno in questo di operare una svolta e, non dico diventare un esempio, ma almeno adeguarsi agli altri paesi europei seri.», così conclude lo stesso Alessandro.

Come appena testimoniato dal ricercatore laureato, nepotismo appartenenza politica e anzianità sono i tre cardini sulla base dei quali il nostro Paese è cresciuto e continua a crescere su un fondamento non solido e sbagliato, ed oggi ne paghiamo le conseguenze, specialmente i giovani. Quella del dottor Alessandro Bovicelli è una denuncia purtroppo di attuale cronaca proprio perché, nonostante da tempo si parli di meritocrazia, in termini pratici si è fatto ben poco.

Nella testimonianza viene sottolineato un ulteriore aspetto, non del tutto indifferente: il fatto che molti promettenti giovani, nel mondo dell’università come in quello del lavoro, ottengono la ricompensa del riconoscimento meritato soltanto dopo lunghi anni di gavetta. Questo ovviamente non aiuta, perché rischia di far prevalere lo sconforto, oltre che la consapevolezza di vivere in un Paese incapace di riconoscere le potenzialità e le buone qualità dei giovani, che possono offrire al Paese stesso.

 

Fonte immagine: http://www.cosacestaseraintv.it

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy