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29 settembre 2012

Curiosity scopre un fiume su Marte

 Nuove ed affascinanti notizie provenienti da Marte

Uno studio condotto da William Dietrich, docente dell’Università della California a Berkeley e responsabile della missione promossa dalla Nasa, dimostra l’esistenza di un atavico corso d’acqua sul Pianeta Rosso.

L’importante scoperta è stata effettuata dal Rover Curiosity, il laboratorio scientifico mobile inviato di recente al fin di studiare ed esaminare i grovigli e i misteri che si annidano tra le lande marziane. Come anticipato, si tratta di una scoperta davvero molto interessante.

Per la prima volta, infatti, la comunità scientifica internazionale appare concorde nell’attribuire alle immagini inviate da Curiosity il rango di prova inconfutabile dell’esistenza di barlumi di vita sul suolo marziano.

Già in passato, alcuni studi condotti su delle rocce avevano contribuito alla nascita d’ipotesi sull’esistenza di acqua in epoche remote ma, stavolta, la ricerca realizzata dagli scienziati dell’Università di Berkley, lascia davvero poco spazio ai dubbi ed alle perplessità : si tratta della prima indicazione di un ambiente potenzialmente in grado di accogliere forme di vita.

Secondo John Grotzinger, ricercatore del California Institute of Technology, la presenza su Marte di zone caratterizzate da prove tangibili di un retaggio fluviale è indice di un pianeta abitabile. In quest’area situata nei pressi del cratere Gale, Curiosity ha rintracciato frammenti di rocce dalla forma arrotondata collocate lungo il letto del fiume.

Per  William Dietrich, responsabile della missione «avere a disposizione simili immagini rappresenta il passaggio da una fase di pura speculazione all’osservazione diretta relativa alle dimensioni dei corsi d’acqua marziani».

Come dargli torto. Del resto, queste immagini rappresentano lo scopo di anni di duro lavoro condotto all’insegna della disperata ricerca di una prova. Adesso però, dopo aver appurato la presenza di acqua seppur in epoche remote, le attenzioni degli scienziati saranno rivolte verso nuovi traguardi. I ricercatori impegnati nell’analisi dei dati inviati da Curiosity, infatti, a breve potranno lavorare su nuove e affascinanti immagini: quelle provenienti dal misterioso Monte Sharp.

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