Ecco la monoposto del team universitario More Modena Racing

Redazione Controcampus 20 Settembre 2012

Studenti del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il team More Modena Racing grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, hanno dato vita per il nono anno ad una vettura monoposto a ruote scoperte che ha partecipato nel corso dell’anno a competizioni riservate a team universitari.

Coinvolti nel lavoro di progettazione e realizzazione una quarantina di studenti raccoltisi intorno al gruppo More Modena Racing – MMR.  

Per il nono anno consecutivo gli studenti del team More Modena Racing – Modena More Racing del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia hanno allestito e realizzato un progetto di vettura monoposto a ruote scoperte, con cui hanno partecipato al campionato mondiale “Formula Student”, una manifestazione che vede impegnati nel mese di luglio studenti di ingegneria di molti dei più importanti Atenei del mondo.

Il team More Modena Racing nato nel2004, havisto in questi anni passarsi il testimone della competizione tra sempre nuovi gruppi di studenti di ingegneria, che ogniqualvolta si sono impegnati nella progettazione di un bolide di avanzata concezione, trovando puntualmente assistenza nei docenti del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, che sostiene ed investe sempre più nell’iniziativa “Formula Student”, in quanto considerata una opportunità per i propri iscritti di cimentarsi fattivamente con il mondo dei motori sportivi e la pista, un veritiero ed inappellabile campo di prova per le loro elaborazioni teoriche e pratiche.

Sono una decina, infatti, i laboratori specifici coinvolti all’interno dei quali gli studenti, guidati dai docenti esperti nella disciplina, si impegnano per almeno un anno ad applicare ed approfondire le conoscenze ricevute nei corsi tradizionali, lavorando come un vero e proprio team More Modena Racing. Fin dalla loro istituzione, i laboratori hanno riscosso un notevole successo di partecipazione, coinvolgendo mediamente circa cinquanta studenti, provenienti da tutti i corsi di laurea in Ingegneria, a dimostrazione della interdisciplinarietà del progetto. Un contributo fondamentale alla costruzione delle monoposto finora realizzate è venuto, comunque, dalle lauree di primo livello (triennali) in Ingegneria Meccanica ed in Ingegneria Elettronica, nonché dalla laurea magistrale in Ingegneria del Veicolo.

Il Rettore prof. Aldo Tomasi fa il punto sulla monoposto More Modena Racing

Per i nostri studenti l’appuntamento con Formula student è diventato parte integrante del loro programma di studi – afferma il Rettore prof. Aldo Tomasitanto che esso trova pieno riconoscimento nei curricula. Il limite della iniziativa, che vive soprattutto della molta passione e dedizione dei ragazzi che di anno in anno si succedono nel lavoro di team, è che purtroppo possono contare su risorse finanziarie decisamente più ridotte rispetto ai team anglosassoni e anche di tanti altri Atenei. Dobbiamo tuttavia essere grati alla Fondazione Cassa di Risparmio che ha colto a pieno il valore formativo di questa iniziativa ed ha compreso che essa ha certamente positive ricadute per un territorio come il nostro caratterizzato dalla presenza di importanti industrie ed aziende operanti nel mondo del veicolo. I futuri ingegneri che si porteranno dietro questa esperienza saranno infatti già pienamente forgiati per fare il loro ingresso nel mondo del lavoro, in quanto partono da un qualificato bagaglio scientifico e professionale testato sul campo”.

Purtroppo, la preparazione della vettura nella fase finale quest’anno è stata interrotta dagli eventi sismici del maggio scorso, che hanno forzatamente ritardato e rallentato il lavoro dei giovani del team More Modena Racing e, conseguentemente, la monoposto unanimemente apprezzata dalle giurie per la coraggiosa progettualità e innovazione tecnologica adottata, non ha potuto ottenere brillanti piazzamenti nelle competizioni in pista, sia a Silverstone (Uk) che a Varano de’Melegari in provincia di Parma, dove la vettura 2012 è stata presentata.

Il 2012 è stato un anno molto difficile con il terremoto che si è andato ad aggiungere ad una congiuntura economica già sfavorevole. Il budget del progetto – afferma il prof. Enrico Mattarelli del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari – è stato pertanto decisamente ridotto rispetto agli anni passati, e si sono registrati ritardi nell’allestimento della vettura, dovuti ai tragici eventi della scorsa primavera. Si è pertanto dovuto fare di necessità virtù, andando a riciclare il più possibile componenti della vettura dello scorso anno e lavorando nella massima economia. Purtroppo questo utilizzo di componenti usati si è rivelato fatale per l’affidabilità della vettura, che in entrambe le gare disputate quest’anno, in Inghilterra a luglio (circuito di Silverstone) ed in Italia a settembre (circuito di Varano De’ Melegari), ha subito guasti che le hanno impedito di esprimere il proprio potenziale. Tale potenziale è stato peraltro riconosciuto dai giudici nelle prove statiche, tant’è che, nonostante il ritiro dalle prove dinamiche principali, in Inghilterra il team si è piazzato 60° su 120 partecipanti da tutto il mondo. Ciò, dimostra quanto sia difficile, non solo per i nostri studenti, progettare, costruire e testare una vettura in circa sei mesi. Dimostra inoltre, a mio avviso, che ciò che è mancato al progetto non è stato lo sforzo progettuale teorico, ma forse la <freddezza> di rinunciare ad alcune finezze tecniche, per concentrare le poche risorse sugli aspetti più essenziali. Al di là dell’amarezza per l’esito delle gare, non sono comunque mancati gli aspetti positivi anche quest’anno. Vi è anzitutto l’orgoglio di avere completato, per il nono anno consecutivo, un progetto di livello tecnico apprezzabile nonostante tutte le avversità, e già questo è un record tra le Università italiane. Il team More Modena Racing ha inoltre suscitato l’interesse di nuovi sponsor prestigiosi, quali Lamborghini ed Oral Engineering e, infine, ritengo che le esperienze, sia positive che negative, faranno certamente crescere il bagaglio tecnico dei nostri studenti e serviranno ad indirizzare meglio le scelte future”.

Formula Student è un’iniziativa di elevata valenza formativa per gli studenti patrocinata dalle maggiori associazioni internazionali di Ingegneria quali SAE :Society of Automotive Engineers; IMechE: Institution of Mechanical Engineering,  ATA: Associazione Tecnica dell’Automobile. Formula Student propone, infatti, agli studenti provenienti dalle Università di tutto il mondo di progettare e costruire in meno di un anno solare una monoposto a ruote scoperte, con la quale gareggiare in una competizione tecnico-sportiva che si tiene con cadenza annuale in Inghilterra.

Significativo ai fini della partecipazione studentesca al Campionato “Formula Student” l’apporto dei partner economici, che hanno reso possibile un’esperienza di questa portata particolarmente preziosa per gli iscritti di Ingegneria, e dei partner tecnici che, fornendo particolari meccanici di elevato valore tecnico, hanno creduto nel contenuto formativo di questo ambizioso progetto.

Fra i partner economici vanno citati: la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Lamborghini Automobili, Ri.Pa. Mentre fra i partner tecnici vanno ricordati i contributi di: nuovamente Lamborghini Automobili, DTS, Saima Avandero, TT Trattamenti Termici, Bercella, Formula Seven, Efi Technology, OMTM, CRP Technology, Apicom, New-Line, Polstar, Octis, Getecno, Impero, Modelleria Bagatti, Gilardoni Cilindri, Pistal Racing, Motostar, Carrozzeria SM, Nuovo CAT, Grafite Compositi, Musola Metalli, K-ERS, Oral Engineering, La.Ce.Co, Autodromo Modena, Centro Grafico GB, Nigrelli, GiEffe Racing.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto