• Google+
  • Commenta
15 settembre 2012

L’efficacia della laurea

Possedere una laurea nel nostro Paese non è più vantaggioso per i giovani e per loro diventa molto meno facile entrare nel mondo del lavoro. Infatti, il 23% dei giovani laureati è senza lavoro.

Secondo il rapporto dell’Ocse (acronimo di Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) riguardante l’Educazione, i neolaureati italiani affrontano una realtà diversa rispetto ad altri giovani europei e si trovano ad accontentarsi di un titolo che in fondo si differenza ben poco dal diploma di scuola superiore.

 

In particolare si è notato che soltanto il 9% dei guadagni lavorativi sono più elevati tra i laureati di età tra i 25 e i 34 anni rispetto a quelle dei diplomati. Diversa è la situazione per i lavoratori di un’altra fascia d’età: i laureati tra i55 e i 64 anni guadagnano ben il 96% di più rispetto ai loro coetanei aventi un diploma di una qualsiasi scuola superiore.

 

La situazione del passaggio dall’università al lavoro ha fatto poca differenza negli anni; il tasso di occupazione per i laureati appartenenti alla fascia d’età tra i 25 e i 64 anni è diminuito tra il 2002 e il 2010 dal 82,2% al 78,3%, mentre per coloro che si sono fermati al titolo di istruzione secondaria superiore la situazione è rimasta stabile.

 

Una situazione che non fa progressi, provoca forte scoraggiamento sempre in aumento per i giovani che cercano di entrare nel mondo del lavoro. Coloro che, parlando per l’Italia, non studiano né lavorano sono giovanissimi (tra i 15 e i 29 anni) e rappresentano il 23%, entrando nella quinta posizione tra i paesi Ocse.

Google+
© Riproduzione Riservata