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12 ottobre 2013

Disoccupazione Giovanile. disoccupazione in crescita: lo Stato si rimbocchi le maniche

Nonostante il primo articolo della Costituzione italiana sancisca che “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro”, tale norma è purtroppo spesso smentita dai fatti, dal momento che il fenomeno della disoccupazione sta assumendo valenze sempre più drammatiche.

Giovani Lavoro e Precariato

Giovani Lavoro e Precariato

I livelli di disoccupazione sono, infatti, in crescita vertiginosa ed è questo un effetto della fase di ristagno e di crisi che attraversa l’economia nazionale e dell’ormai evidente immobilismo politico.

In vari settori dell’attività produttiva, l’offerta di lavoro supera di gran lunga la domanda generando una disoccupazione manuale ed intellettuale che affligge in prevalenza il mondo giovanile.

I giovani costituiscono la fascia più debole ed esposta della popolazione dal momento che le loro possibilità occupazionali, soprattutto nelle zone scarsamente industrializzate, sono compromesse, ridotte o vanificate dall’aggravarsi della situazione economica e dalle misure restrittive che essa comporta.

Anche a causa della mancanza di collegamento tra le strutture di formazione e le effettive necessità del sistema produttivo e quindi del mercato del lavoro, schiere di giovani provvisti di istruzione superiore, i cosiddetti “disoccupati intellettuali”, ingrossano le file della disoccupazione storica costituita da operai e contadini. Negli ultimi anni si è infatti assistito, a causa della mancanza di prospettive di lavoro a termine della scuola dell’ obbligo, ad un notevole e, forse abnorme incremento del numero di diplomati e laureati in cerca di prima occupazione. La scolarizzazione di massa non affiancata da un adeguato lavoro di programmazione e di selettività negli studi, ha prodotto il falso mito dell’impiego sicuro e privilegiato garantito dal titolo scolastico.

Risparmi

Risparmi

Ed ecco che alle famiglie degli studenti italiani non resta altro che sostenere il grave peso delle tasse scolastiche ed universitarie, che sudano quotidianamente a mantenere in piedi, con il loro lavoro, la macchina della cosa pubblica! Non solo, ma non c’è neppure la minima speranza di migliorare le proprie condizioni di vita senza dunque alcuna prospettiva per un domani più sereno e civile. Oggi, i ragazzi, di qualsiasi estrazione sociale, hanno il diritto di accedere liberamente, e in casi di povertà o di merito anche gratuitamente, agli studi e conseguire non senza sacrificio un diploma o una laurea, come frutto di una lunga attesa di anni di fatiche intellettuali e fisiche.

Il coronamento è bello sì, ma il diploma o la laurea sono solo dei pezzi di carta che non assicurano più l’ottenimento di un impiego sicuro.

Protesta Studenti

Protesta Studenti

La disoccupazione un fenomeno che nasce gia tra i banchi di scuola e dell’università. Le scuole di istruzione media superiore e le Università hanno così visto aumentare considerevolmente il numero degli iscritti, benché non adeguatamente potenziate sia dal punto di vista delle strutture che da quello delle funzionalità delle competenze. È evidente che la scuola stessa, quale struttura che deve garantire l’istruzione del cittadino, è ormai una struttura cristallizzata, del tutto inadeguata e lontana dalle reali esigenze della società. L’università che sforna ogni anno dottori a iosa, come fanno altrettanto per i diplomati tutte le scuole medie superiori, dovrebbero alla pari di queste assicurare preventivamente anche l’occupazione professionale ad ognuno dei propri iscritti al compimento dei corsi di studio. Invece, accade il contrario: le file degli iscritti ogni anno si vanno ingrossando ed il caos diventa parallelamente più impressionante. Tutto questo nella gravità del caso ce lo provano i vari concorsi  banditi all’uopo per le varie discipline professionali, ai quali si vedono accorrere pletoriche folle di giovani con i segni evidenti della disperazione sul volto, data l’estrema penuria dei posti disponibili che alimenta deleterie politiche clientelari e stravolge il criterio meritocratico di valutazione dei candidati.

Situazione e statistiche veramente deludenti e disarmanti per tanti giovani bene intenzionati a porsi decorosamente e proficuamente al servizio della comunità; giovani che, invece sono costretti a restare a spasso e tirare a campare alle spalle dei propri genitori, spesso anch’ essi vecchi e bisognosi di chi li  sostenga. Diritto allo studio? No, diritto alla disoccupazione!

Non si sbagliava davvero un caustico scrittore del nostro tempo quando definiva l’Italia “un paese di dottori” ed io aggiungerei “un paese di affamati di posto di lavoro”.

Giovani Precari

Giovani Precari

“La disoccupazione è un problema grave e necessita di una rapida soluzione da parte del nostro governo.

Si parla, pertanto, di prolungamento dell’ obbligo scolastico, di prepensionamenti, contratti di lavoro part- time o a tempo determinato, quali mezzi per sopperire almeno temporaneamente alla mancanza di prospettive occupazionali e forse arginare pericolose inquietudini e dissensi, che aleggiano negli animi di chi ritiene giustamente il lavoro un diritto mancato e da acquisire.”

Alle soglie del 2013 il problema della disoccupazione non può essere semplicisticamente risolto col trovare un lavoro qualsiasi in grado di soddisfare i bisogni primari, è necessario invece collocare utilmente le nuove leve in occupazioni adeguate alle loro competenze e formazione, in modo da qualificare e gratificare le singole individualità e sfruttarne a pieno le capacità potenziali,  per il benessere dell’ intera collettività.

L’uomo non necessita infatti solo di “mezzi” per sopravvivere, ma soprattutto di “ragioni” per vivere dignitosamente e il problema della liberazione dell’ uomo dal bisogno, dalle convenzioni, dai pregiudizi e dalla disumanizzazione operata dalla civiltà post- industriale, dovrebbe essere affrontato con un impegno di gran lunga maggiore da parte di tutte le istituzioni perché una società che è ripiegata sul presente e non progetta il proprio futuro non costituisce un ambiente favorevole alla crescita dei giovani.

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