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30 settembre 2012

Pasquinio-Caldoro. Questo protocollo non s’ha da fare? Gli studenti di medicina sperano

Nuova puntata della telenovela PasquinoCaldoro.

Solo pochi giorni fa all’inaugurazione del Museo dello Sbarco il rettore dell’Università di Salerno non aveva risparmiato ai microfoni il suo personale disappunto per la mancata partecipazione del presidente della Regione.

Un gesto che, nell’interpretazione del Magnifico, mette la ciliegina sulla torta a quella trascuratezza che Caldoro avrebbe storicamente dimostrato nei confronti dell’ateneo campano e delle questioni relative alla Facoltà di Medicina.

“Il ministro della Salute ha rimandato in modo burocratico alle risposte che formalmente deve dare la Regione. Penso che al momento Caldoro abbia problemi politici ben più importanti- attacca Pasquino- e sta trascurando la facoltà di Medicina”.

Un duro attacco, aggravato da qualche vecchia ruggine mai sopita. Pasquino si toglie il macigno dalla scarpa:

“Il 10 settembre abbiamo mandato la nostra adesione per un incontro con il presidente della regione al fine di discutere delle due bozze di documenti che ci ha inviato, lo abbiamo ribadito anche giovedì scorso ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. La strada, se non dovessimo essere ascoltati, sarebbe quello della polemica ma noi, ovviamente, vorremmo evitarla”.

Le bozze in questione, ricordiamolo, riguardano la documentazione da inviare al Ministero della Salute, necessaria a dare il via libera al protocollo di intesa che dovrebbe convertire il nosocomio Ruggi d’Aragona da azienda ospedaliera ad azienda “universitaria” ospedaliera.

Un atto dovuto a detta del Rettore, che consentirebbe alla Facoltà di Medicina di compiere un salto qualitativo cruciale, indispensabile ai fini di un perfezionamento della didattica, soprattutto in’ottica di specializzazione.

Da Stefano Caldoro intanto nessuna replica. Da registrare solo le parole del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che il 24 settembre scorso, proprio a Fisciano, aveva dichiarato, a margine della conferenza “Diritti e servizi alla persona tra pluralismo e sussidiarietà”, la sua fiducia in una prossima risoluzione del problema.

Sarà. Ma l’impressione, tra una lavata di mani e l’altra, è che qualcuno voglia prendere tempo, forse temendo l’ennesima battuta a vuoto.

Che è poi lo stesso sentore provato da Pasquino, il quale non fa mistero delle sue preoccupazioni:

“La soluzione del problema parte dalla risposta che la regione deve dare. Al presidente Caldoro abbiamo detto che siamo pronti a incontrarci. Abbiamo chiare le idee. Ci siamo confrontati con il ministro che vuole garanzie che si facciamo le cose per bene e noi siamo abituati a fare le cose serie. Il ministro è terrorizzato che in Campania si possa partire in un modo e finire in un altro, ma ha sentito che noi siamo i primi a voler rispettare le regole“.

Signor Caldoro, smettiamola di fare gli indiani e ci faccia sapere.

E non è un modo di dire.

 

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