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2 settembre 2012

Ricerca toscana, 8 milioni da Regione e ministero

Ricerca clinica, la Toscana allarga i cordoni della borsa. Saranno otto i milioni di euro destinati a 20 giovani ricercatori impegnati in progetti di ricerca clinico assistenziale. E’ il frutto della delibera emanata il 28 agosto dalla giunta regionale al ritorno della pausa estiva che finanzierà i prospetti più meritevoli in materia di assistenza al malato con 3 milioni di euro.

Scelta che fa il paio con i finanziamenti ministeriali previsti dal “Bando di ricerca finalizzata a giovani ricercatori 2010” che metterà a disposizione delle giovani menti toscane altri 5 milioni. Un boccata d’ossigeno per la ricerca universitaria che aspettava solo l’ok della giunta regionale: il bando ministeriale infatti prevedeva i  l’impegno delle Regioni a cofinanziare al 50% i progetti scelti, pena il decadimento dei progetti stessi.

Fondi ministeriali che adesso sono pronti a partire e che saranno così ripartiti: 2.732.040 euro per 12 progetti dell’area clinico-assistenziale; 2.058.480 euro per 6 progetti dell’area biomedica, 312.000 euro per 2 progetti di ricerca nell’area clinico-assistenziale presentati dall’IRCCS Fondazione Stella Maris che riguarderanno  cancro, epilessia nei bambini, patologie cardiache e la riabilitazione di pazienti con danni cerebrali.

 “In Toscana abbiamo sempre attribuito un ruolo fondamentale alla ricerca – spiega in una nota l’assessore alla salute Luigi Marroni – che contribuisce al miglioramento dello stato di salute dei cittadini, e in periodi di restrizioni economiche come quello che stiamo attraversando, aumenta la capacità attrativa di fondi del sistema regionale.”

In ambito regionale invece saranno premiate eccellenze come i 12 progetti presentati dalle AOU Careggi, Meyer, Pisana e Senese e dalla Fondazione Toscana Gabriele Monasterio e i 2 della Fondazione Stella Maris, per i quali la Regione contribuirà con un finanziamento del valore corrispondente a quello del Ministero: 2.732.040, e 312.000, per un totale di 3 milioni di euro.

Fonte foto: www.scienzaesalute.blogosfere.it

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