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14 settembre 2012

Università di Firenze: come proteggere l’uomo nelle esplorazioni spaziali.

Grandi novità arrivano dall’Università di Firenze, in particolare per il Dipartimento di Fisica e Astronomia.

È stata firmata da pochi giorni una convenzione di ricerca con l’Istituto di Fisica Moderna dell’Accademia delle Scienze Cinese che prevede studi relativi alla protezione dell’uomo nelle esplorazioni spaziali.  Come dichiara Emanuele Pace,  ricercatore del Dipartimento fiorentino e delegato a firmare la convenzione, sul sito dell’Università www.unifi.it : “L’accordo consente la collaborazione su progetti scientifici condivisi su dosimetria (cioè la disciplina che misura le radiazioni) e radiobiologia ma anche in altri campi, e permette lo scambio di giovani ricercatori, aspetto di fondamentale importanza per sviluppare questo tipo di ricerche nei due paesi. La Cina, infatti, nei prossimi anni lancerà una stazione orbitale spaziale con tre astronauti a bordo, esperienza che si affiancherà, dunque, alla Stazione Spaziale Internazionale”. L’accordo è avvenuto al termine del primo convegno bilaterale Italia/Cina “Cosmic Radiations” svoltosi il 4 e 5 settembre presso l’Istituto di Fisica Moderna dell’Accademia delle Scienze Cinese a Lanzhou.

Il convegno ha promosso nuove collaborazioni e strategie innovative fra Italia e Cina nel campo della radiobiologia e della biofisica applicata alle radiazioni cosmiche, con particolare attenzione anche alle applicazioni terrestri di interesse biomedico e a sviluppi industriali. All’incontro hanno partecipato anche ricercatori delle Università di Roma, Firenze e Perugia.

Insomma, per chi non mastica la materia, l’obiettivo di questi ricercatori sarà scoprire come sopravvivere nello spazio per lungo tempo, come garantire la permanenza degli astronauti in lunghe missioni, ad esempio sulla Luna o su Marte, difendendoli dall’aggressione delle radiazioni che li investono nell’esplorazione cosmica e come resistere alla rottura del DNA e al bombardamento a cui le cellule umane sarebbero sottoposte.

 L’Università di Firenze, dunque, grazie a questa convenzione e alla collaborazione di studiosi cinesi, ha la possibilità di confrontarsi con una nuova frontiera dell’esplorazione spaziale, una vera e propria sfida per tutto il mondo.

 

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