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7 settembre 2012

Vegetarianismo: una scelta ideologica? No, salutistica

Il vegetarianismo prende piede ovunque, anche in Italia. E tra le ragioni per cui si abbandona la carne spiccano i famigerati “motivi di salute”.

Il XXI secolo è iniziato all’insegna del vegetarianismo, tra detrattori e sostenitori di un rigido regime alimentare privo di carni.

All’epoca – chi non lo ricorda? – c’era chi garantiva che il vegetarianismo sarebbe scivolato nella storia come tutte le mode, dalla dieta delle banane ai calzoni a 3/4, e invece non solo il vegetarismo non ha subito alcun arresto, si è evoluto progressivamente spostandosi da semplice ideologia a declinazione di salutismo.

Così oggi, nel 2012, la percentuale dei vegetariani che scelgono di esserlo per migliorare la propria salute si aggira al 43,2%, una cifra considerevole che sorprenderebbe i più accaniti animalisti e i ben più rigorosi vegani.

Secondo le statistiche la tendenza si starebbe sviluppando a vista d’occhio anche nel Belpaese, dove il 6,7% della popolazione – circa 7 milioni di persone – si definisce serenamente vegetariana, indipendente dalle carni animali, e dove, proprio in questi giorni, si è tenuta la terza edizione del Festival  Vegetariano.

Gorizia, infatti, ha accolto l’evento nazionale “veg” e ospitato più di 70 espositori – provenienti perfino dalla Slovenia – che hanno proposto pietanze biologiche, riflessioni a proposito del consumo di carne e analisi relativi ai rischi che esso comporta per l’ambiente e la salute.

Sullo stesso tema, del resto, si esprime ormai da diversi anni anche Umberto Veronesi, che invita al vegetarianismo facendo leva, oltre che su motivazioni “classiche” quali potrebbero essere quelle etiche, su cause ambientali – volendo anche terzomondiste- e soprattutto salutistiche: “Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinati agli animali da allevamento: in pratica quasi il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento invece di sfamare persone. Per ottenere un chilo di carne bovina occorrono 15.000 litri di acqua, mentre per un chilo di cereali ne bastano poco più di cento. Ogni anno l’ America del Sud distrugge una parte della foresta amazzonica grande come l’ Austria per far posto ai pascoli e gli animali. E in futuro? Che succede se India e Cina assumono in massa le abitudini alimentari carnivore occidentali, come sembra? Oggi ci sono 3 miliardi di capi di bestiame destinati a sfamare un miliardo dei sei che popolano la Terra e che invece si nutrono principalmente di cereali: riso, frumento, mais, orzo.[…] Non ci sono dubbi scientifici sul fatto che un’ alimentazione povera di carne e ricca di vegetali è la più adatta a proteggerci dalle malattie più gravi e mantenerci in buona forma. Inoltre gli alimenti di origine vegetale ci difendono dall’ azione dei radicali liberi, quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Tutto fa concludere allora che chi segue una dieta ricca di vegetali è meno a rischio di ammalarsi e può vivere più a lungo e in buona salute. L’ obiettivo ragionevole da raggiungere fra qualche generazione non è quindi l’ introduzione di carne diversa, artificiale, ma la riduzione drastica della carne tradizionale dai nostri menu. Per noi stessi, per gli altri uomini e per la splendida armonia della Terra, che comprende anche i nostri amici animali.” , ha dichiarato in una delle sue ultime interviste.

E lo stesso messaggio è stato ribadito durante il festival Veg dal direttore in persona, Massimo Santinelli – attivista e proprietario di un’importante azienda bio italiana – che ha chiarito di organizzare annualmente l’evento (senza contributi pubblici) per creare “un’occasione di condivisione culturale, dedicata non solo ai vegetariani e ai vegani. L’idea – ha spiegato –è quella di attivare una riflessione sull’ambiente, sulla salute, sull’etica e quindi sull’alimentazione”.

Certamente la cultura, l’informazione e gli eventi culturali contribuiscono nel processo di sensibilizzazione popolare rispetto a tali tematiche, e certo quando si diffonderà ulteriormente saranno in molti a passare dalla parte dei “veg” e ad abbandonare la carne, per il mondo e soprattutto per se stessi.

Fonte immagine: www.facebook.com/vegetarianitaliani

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