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11 ottobre 2012

Biotecnologie sanitarie, mediche e veterinarie: primi laureati all’Università di Sassari

Biotecnologie sanitarie, mediche e veterinarie: primi laureati all’Università di Sassari

Il corso magistrale, istituito nel 2009, è unico in Sardegna

SASSARI. L’Università di Sassari ha conferito le prime lauree magistrali in “Biotecnologie sanitarie, mediche e veterinarie”: il 4 ottobre due laureande e due laureandi hanno discusso la tesi nell’aula consiliare del’ex facoltà di Medicina Veterinaria.

Il nuovo corso, istituto nel 2009 e attivato nel 2010, è unico in Sardegna, e consente ai laureati magistrali di dirigere laboratori a caratterizzazione biotecnologica e coordinare, anche a livello gestionale e amministrativo, programmi di sviluppo e sorveglianza delle biotecnologie applicate in campo umano e animale con particolare riguardo allo sviluppo di prodotti funzionali, presidi farmacologici e vaccini tenendo conto dei risvolti etici, tecnici, giuridici e di tutela ambientale.

L’obiettivo raggiunto non è da poco, se si considerano i numerosi sbocchi occupazionali, possibili in ambiti quanto mai vari: diagnostico; bioingegneristico; sperimentazione in campo biomedico e animale; terapeutico; biotecnologico della riproduzione; produttivo; progettistico, in relazione alla predisposizione e finalizzazione di brevetti in campo sanitario.

Il corso, della durata di quattro semestri, si è concluso con un tirocinio di sei mesi presso laboratori scientifici dell’Ateneo di Sassari e di altre strutture, pubbliche e private, per la stesura dell’elaborato finale. Il nuovo corso, inoltre, si è proposto a completamento del triennio di primo livello, già presente in questo Ateneo. “La formazione magistrale in Biotecnologie sanitarie mediche e veterinarie può anche coronare il percorso dei laureati in discipline biologiche e dei tecnici delle professioni sanitarie, cioè i tecnici di laboratorio”, spiega il professor Sergio Ledda, presidente del corso di laurea. “Gli indicatori economici globali evidenziano come il settore delle biotecnologie, e in particolare quello delle biotecnologie sanitarie, abbia mostrato in questi ultimi anni gli incrementi maggiormente significativi. L’interesse per le discipline biotecnologiche è in continua crescita e la disciplina è fortemente riconosciuta a livello internazionale”.

Ne è un esempio la recente assegnazione dei premi Nobel 2012 per la Medicina al giapponese Shinya Yamanaka e al britannico John Gurdon per le ricerche sulla riprogrammazione cellulare e le cellule staminali. Il professor Gurdon è stato in Sardegna per un meeting sulla clonazione e riprogrammazione cellulare nel 2005 e ancora oggi è in contatto con alcuni docenti della scuola di riproduzione animale del Dipartimento di Medicina Veterinaria impegnati nel corso magistrale in Biotecnologie sanitarie mediche e veterinarie.

 

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