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5 ottobre 2012

Bocconi, una cattedra targata Eni

Università, un nuovo importante passo in avanti per il binomio Eni-Bocconi.

Con il beneplacito dell’azienda, il prestigioso ateneo milanese ha appena introdotto una nuova cattedra dedicata agli studi in campo energetico: si tratta della “Eni Chair in Energy Markets”.

L’accordo prevede un versamento, da parte dell’Eni, di 3 milioni l’anno per la durata di 5 anni; una cifra pari a 15 milioni che l’università potrà stanziare per le sue ricerche nel settore.

Non è la prima volta che il colosso energetico si adopera a sostegno di didattica e ricerca; la Eni, oltre alla cooperazione con Bocconi che dura ormai dal 2007, vanta diverse altre collaborazioni con alcuni tra gli atenei italiani più in vista, come l’università di Bologna ed i Politecnici di Torino e Milano.

In tutto si calcola che la Eni investa fino a 60 milioni di euro l’anno per la formazione, per un totale di quasi 4 milioni di ore di insegnamento ed oltre un migliaio di invenzioni brevettate.

Il titolare di questa cattedra nuova di zecca è il direttore del centro di ricerca Iefe, Michele Polo. Lui stesso ha presieduto l’inaugurazione nella giornata di lunedì, con una lectio magistralis alla quale ha preso parte Jonathan Stern. Quest’ultimo proviene dall’Istituto per gli Studi sull’Energia di Oxford, dove è a capo del Natual Gas Research Program.

Erano presenti anche Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per gas ed energia elettrica, e il rettore bocconiano Guido Tabellini. “Questi accordi sono fondamentali per permetterci di accrescere ulteriormente la qualità sia in aula sia nell’attività di ricerca – ha dichiarato Tabellini – , con la collaborazione delle aziende ma nel rispetto della piena autonomia della Bocconi che rimane alla base dei valori e dello statuto del nostro ateneo”.

Bortoni ha invece ipotizzato il raggiungimento di un obiettivo “che si è posto anche il governo con la strategia energetica nazionale, che è quello di ridurre lo spread tra il nostro prezzo del gas e quello dei mercati europei. In questo senso, lo scambio di personale tra l’Università e l’Autorità per l’energia può essere la chiave di volta, soprattutto sul fronte europeo”.

Dei benefici legati ad una partnership azienda-università ha inoltre parlato il direttore operativo Eni Salvatore Sardo: “In un settore in grande crescita e fermento come quello del gas è necessario avere giovani che siano formati e all’avanguardia di questi processi così innovativi, al fine di dare il loro contributo in un mondo che sta cambiando rapidamente”.

Ci attende una sfida straordinaria – ha annunciato Sardo – Nel quadriennio 2012-2015 prevediamo un investimento di 59,6 miliardi, più del 75% sarà dedicato ad attività upstream con progetti molto sfidanti che consentiranno di aumentare la produzione di idrocarburi ad un tasso medio annuo di circa il 3%”.

 

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