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21 ottobre 2012

Caos Medicina e Chirurgia Unisa, parlano gli studenti: “ci sentiamo soli”

Intervista a Simona Barone di Panta Re
Caos Medicina e Chirurgia Unisa

Caos Medicina e Chirurgia Unisa

Non si placa il caos Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno, neppure dopo che il Tribunale Amministrativo della Campania, sezione staccata di Salerno, ha accolto il ricorso proposto dall’Università degli Studi di Salerno, nella persona dell’avv. Lorenzo Lentini, in cui si chiede l’annullamento del provvedimento di revoca della messa a disposizione delle strutture del Ruggi per lo svolgimento dell’attività didattica.

Nei fatti, però, mormorano gli studenti, non si sa ancora quando riprenderanno le lezioni né in che modo si andrà avanti.

Intanto abbiamo raccolto per voi gli umori di un giovane studente sul caos Medicina e Chirurgia, lui è Fortunato (25 anni),che, come molti suoi colleghi, sta vivendo con una certa, comprensibilissima, apprensione i fatti di questi giorni.

Ciao Fortunato, grazie per essere intervenuto. Cominciamo subito, non è un bel momento vero? Grazie a voi. No, per niente (sorride).

Ci racconti, brevemente, com’è cominciato questo caos Medicina e Chirurgia a Unisa, che sappiamo avere radici piuttosto “antiche”? E ancora, che aria si respira in facoltà? Quali sono gli umori? “Il casus belli, per così dire, della protesta nasce allorchè sabato 13 ottobre il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona Elvira Lenzi, in un’intervista ad un’emittente televisiva locale, informava che molti professori della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno non avrebbero ricevuto il contratto per lo svolgimento dei servizi assistenziali all’interno della stessa azienda e che per tale motivo ne era impedito l’accesso all’ospedale. Affermava inoltre che avrebbe differito l’inizio delle lezioni. Le motivazioni che hanno portato a tale stato di agitazione sono da ricercare nella mancata ratifica del protocollo d’intesa Università – Regione, che impedisce, di fatto, la nascita dell’azienda ospedaliera universitaria. Inoltre protestiamo, altresì, per l’apertura delle scuole di specializzazione, in quanto al momento non è ancora dato sapere quali apriranno e quanti posti verranno attribuiti ad esse. L’umore in facoltà è duplice: di delusione, in quanto veniamo da anni di disagi e promesse quasi sempre disattese e nel contempo si avverte uno spirito battagliero, certi che la nostra protesta si risolva per il meglio.”

La responsabile Dott.ssa Lenzi rispetto al caos Medica all’Unisa dichiara di aver agito nel pieno rispetto dei suoi doveri. Il rettore Pasquino idem. Intanto la Regione,nella fattispecie Caldoro, nicchia. Concorso di colpa o cosa? “Diciamo che è stato un arroccarsi sulle proprie posizioni e sulle solite pressioni esterne della politica. Il presidente del consiglio regionale Caldoro, nella realizzazione del protocollo d’intesa chiedeva al rettore Pasquino la firma di un documento aggiuntivo, non necessario ai fini della nascita dell’azienda ospedaliera universitaria. Questo documento imponeva al Rettore, in maniera incondizionata, la nomina dell’attuale Dg Lenzi. Pertanto da una parte il Rettore riteneva di non dover firmare questo atto aggiuntivo, in quanto prossimo alla scadenza del suo mandato (ottobre 2013), dall’altra il Dg Lenzi riteneva che, in assenza di un protocollo d’intesa, non aveva fatto altro che mettere in atto quanto la legge prevede per i soggetti non regolarmente assunti per l’assistenza, quindi studenti e docenti senza contratto.”

Quali sono a tuo giudizio gli scenari plausibili in questo caos medicina a Unisa? In breve quali previsioni si possono azzardare? E le tue aspettative in merito. “Prevedo che la situazione si risolva per il meglio, qua è in ballo non solo il destino e il futuro di 1200 studenti e decine di docenti, ma anche quello della sanità salernitana. Quanto ai tempi di realizzazione, questo dipenderà da quanto le autorità, che in questo momento sono coinvolte, riusciranno a mettere da parte le rivalità e i giochi di potere, per acquisire quel poco di buon senso, necessario per risolvere i problemi del vivere civile”

Come si sta svolgendo, praticamente, la protesta sul caos medicina a Unisa? Come vi siete organizzati? “In questa settimana la protesta si è svolta principalmente all’interno del Ruggi, più precisamente nei locali amministrativi dell’ospedali, sotto forma di sit-in. Abbiamo quindi occupato pacificamente una parte di tali strutture (per intenderci l’atrio del bar centrale dell’ospedale), intonando slogan, esponendo striscioni, e dando la parola a chiunque avesse il desiderio di esprimere il proprio parere, studente o docente che fosse. Non solo, sempre in questo ambiente, si sono tenute lezioni tenute dagli studenti, i cui argomenti spaziavano dall’esame obiettivo neurologico, esame obiettivo della tiroide, ad un corso di sutura, ecc.”

Sappiamo che domani, il 22 Ottobre, è previsto un corteo a Salerno (zona stazione centrale), alle 9. Che tipo di partecipazione ti aspetti? Le altre facoltà si sono fatte sentire? Vi sentite appoggiati? “Dunque il corteo inizierà alle 9 davanti a Salerno, da Piazza Vittorio Veneto (di fronte alla stazione FS) e si concluderà in Piazza Amendola (antistante la Prefettura). Qui ci riuniremo in assemblea ribadire il nostro impegno a proseguire il nostro stato di allerta nei confronti delle istituzioni coinvolte. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare ed è stata informata grazie ad un’intensa opera di volantinaggio per le strade di Salerno. In ogni caso siamo totalmente estranei ad ogni tipo di strumentalizzazione, perciò durante il corteo non vi saranno bandiere o simboli rimandanti a qualsiasi movimento politico, sindacale o studentesco. Per quanto riguarda le altre facoltà, ci sono giunti messaggi di solidarietà da parte di queste e delle relative associazioni studentesche, nonostante ciò siamo i soli a combattere questa battaglia.”

Cosa ti senti di consigliare a quei ragazzi che hanno in progetto di iscriversi alla tua facoltà nei prossimi anni? Credi sia una scelta saggia, dato il cronicizzarsi dei problemi che tutti sappiamo? “Dico solo di continuare a credere nei loro sogni, ad essere vigili e a lottare qualora dovessero frapporsi ostacoli, di ogni sorta, tra loro e la meta agognata.”

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