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25 ottobre 2012

Comunità Montana, nuovi presidi sugli svincoli per Fisciano. Gli studenti: “Siamo con voi, ma…”

Secondo giorno consecutivo di mobilitazione per gli operatori della Comunità Irno-Monti Picentini.

A quanto pare, l’incontro in Prefettura tenutosi nella giornata di ieri non ha sortito alcun effetto. O perlomeno lo scetticismo degli operai esasperati, che da mesi non vedono un soldo, ha avuto la meglio.

Il teatro della protesta è stato nuovamente il campus di Fisciano. Casus belli, il mancato sblocco dei fondi regionali utili a coprire i 16 mesi di stipendio arretrati per ciascun lavoratore. Tutto o quasi si è svolto in maniera pressoché analoga a quanto accaduto ieri.

I manifestanti hanno presidiato lo svincolo Fisciano-Università sul raccordo Salerno-Avellino e l’uscita precedente, che conduce direttamente all’ateneo; la polizia è stata costretta ad interrompere di nuovo la circolazione in entrata e suggerire percorsi alternativi agli automobilisti.

Gli operai hanno inoltre occupato tutta la carreggiata presso lo svincolo di Fisciano, impedendo il transito ai veicoli diretti all’università. Lo stallo è durato fino al pomeriggio, quando è stato rimosso il blocco sull’uscita campus ma non quello sullo svincolo principale.

Nuove grane per gli studenti, in particolare quelli sprovvisti di automobile: a causa della manifestazione, per alcuni pullman non era possibile raggiungere il terminal e diverse corse sono saltate.

A riguardo, abbiamo ascoltato il parere di alcuni dei numerosi ragazzi che bazzicano ogni giorno il terminal stesso, e va detto che le motivazioni degli operatori forestali vengono in buona parte condivise; più discordanti le opinioni sulle modalità della protesta.

Gerardo, ad esempio, è con i manifestanti senza se e senza ma: “Dovranno pur fare qualcosa, io li giustifico. È l’unica maniera per attirare l’attenzione sui loro problemi, rispetto ai quali i disagi degli studenti passano in secondo piano”.

Meno comprensivo è invece Nino: “Non utilizzo pullman, però non è neanche bello rimanere per ore nel traffico come mi è successo ieri. Ok protestare, ma meglio in altre sedi: non è con noi che devono prendersela”.

Eugenio, tra i tanti “appiedati”, avalla l’iniziativa ma con riserva: “Nelle loro condizioni è giusto manifestare, parliamo di mesi e mesi senza stipendio. E poi la protesta è fatta apposta per creare scompiglio. Certo, c’è modo e modo…”.

I diretti interessati, dal canto loro, ribadiscono ancora una volta la necessità di proseguire con la linea dura: “Ci era stato promesso che i fondi sarebbero stati sbloccati questa mattina – attacca uno dei manifestanti – Invece ancora non se ne parla (in seguito alla riunione in Prefettura, sono stati sbloccati 7 milioni da utilizzare per pagare parte degli stipendi relativi al solo 2011, ndr). Quanto durerà la protesta? Di questo passo sarà una cosa lunga. Il nostro auspicio è che non accada nulla di grave, anche perché siamo tutti persone molto moderate”.

L’operaio rivolge persino un pensiero agli studenti: “Non avremmo voluto coinvolgerli e desideriamo chiedergli scusa. Ma d’altronde qui siamo tutti padri di famiglia, e molti dei nostri figli sono iscritti all’università di Fisciano. Senza stipendio, è chiaro che non possiamo pagargli le tasse”. “Ci spiace per gli universitari – incalza un altro dei lavoratori – ma proprio loro, in quanto tali, dovrebbero essere i primi a comprendere la gravità della nostra situazione”.

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