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10 ottobre 2012

Federico II: gli studenti chiedono il corso extra di latino per i laureandi in lettere moderne

Un problema che attanaglia la maggior parte degli studenti di lettere moderne iscritti alla Federico II di Napoli è l’esame di latino. Questo esame include i cinque previsti al fine del conseguimento della laurea. Essi vengono visti come dei veri propri scogli difficilmente superabili e spesso si viene bocciati ripetutamente ritardando così la propria seduta di laurea.

Ecco cosa è emerso dall’indagine: un pre-corso per lo studio della grammatica latina.

Pochi, pochissimi si sono “lamentati” del carico di studi certo notevole: i classici sono molti e anche la letteratura non è poca, ma gli studenti ritengono che ciò sia giusto. Giusto perché? Per una buona preparazione, i programmi scelti dai professori hanno il criterio di formare i futuri docenti.

Ma è giusto anche per chi non vuole insegnare? Perché io studente di lettere moderne devo accollarmi il peso di ben 5 esami di latino con la possibilità anche di non passarlo, se non voglio diventare un professore? In questo caso la proposta è quella di un esame a scelta: «Visto che non è richiesta la conoscenza del latino per iscriversi a lettere bisognerebbe metterlo come esame a scelta, così lo andranno a fare chi vuole insegnare e non rallenta chi non è interessato.»

È davvero indispensabile studiare il latino ad un corso di lettere moderne? Qui forti pareri contrastanti ma quasi tutti propendono per tale pensiero: «Non credo si possa eliminare il latino da lettere, anche se moderne! è come eliminare chimica inorganica da scienze biologiche o matematica dalla facoltà di fisica!
Senza la conoscenza delle basi non si va da nessuna parte!» .
E ancora: «Per me sono solo i testi ad essere spropositati. Per il resto, non ho obiezioni: il latino secondo me è essenziale anche per questa facoltà e, nonostante non sia specificato, ritengo sia necessaria una base latina: basti pensare ai titoli delle opere di Petrarca e di Boccaccia e anche oltre” e infine: «Anche io credo che lo studio del latino sia fondamentale per uno di lettere, qualunque sia il mestiere che vorrà fare, però mi sembra eccessivo il programma.»

Per la lettura metrica che in alcune università non c’è e che qui viene richiesta? Anche qui gli studenti non si mostrano riottosi sulla lettura metrica anzi ritengono che sia un valore aggiuntivo, anche se poi questa stessa non verrà insegnata e tutt’ora non viene spiegata nemmeno al liceo classico:

«Il fatto che la metrica non si studi in altri atenei indica che la nostra facoltà tenta ancora di offrire la possibilità di una buona formazione e non ricorre alla semplificazione del corso di studio per attirare nuove iscrizioni. La metrica difatti è una componente fondamentale della poesia latina che non può essere assolutamente trascurata. Sul fatto che gli esami siano obbligatori, penso, e il mio pensiero è opinabile, che il latino sia fondamentale per la formazione di un buon filologo moderno».

E ancora: «Ipotetiche riduzioni dei programmi o addirittura eliminazione dello studio della metrica sono, per me, intollerabili. L’università non deve cambiare nel senso di una riduzione della qualità dello studio o dell’offerta formativa, deve dare agli studenti i mezzi per migliorare le proprie competenze e conoscenze».

Ma è proprio su questo che gli studenti si sono concentrati: ottenere dagli stessi docenti i mezzi necessari per poter superare l’esame di latino. Ecco su cosa si concentrano sul regolamento che è chiaro ma che non sembra venga seguito dai professori: «La facoltà è aperta a tutti, inoltre, specie per LM, nel regolamento non è richiesto una conoscenza base per il latino, ma solo di lingua italiana, per cui troverei non difficile gli esami di latino se mettessero a disposizione corsi extra a differenza di Lettere classiche che questo punto lo chiarisce. Quindi, ergo si dovrebbe affrontare la grammatica latina

I laureandi chiedono un corso extra, in quanto sulla guida dello studente c’è scritto chiaramente che solo gli immatricolati di lettere classiche devono avere una conoscenza base sia del latino che del greco, mentre per i ragazzi di lettere moderne questa conoscenza non è prevista: «Il programma di Latino è strutturato per chi ha già fatto latino alle superiori, dando per scontato totalmente la grammatica. Chi invece non l’ha mai fatto?
L’esame di latino 1, per lo meno, dovrebbe spiegare la grammatica
, invece di mettere 8000 versi da tradurre che, sinceramente, servono a poco (ne bastano molti meno). Invece, primo giorno di lezione di latino 1 danno già per scontata la grammatica

Cosa chiedono gli studenti? Un corso extra per lo studio della grammatica anche perché non tutti si possono permettere insegnanti privati, soprattutto, con le tasse aumentate: «L’anno scorso c’era il corso indetto dagli studenti gratuitamente per la grammatica latina, ora ti sembra giusto che siano degli Studenti a prodigarsi per tale questione? Perché non dei docenti? Mancanza di fondi? A me sembra che le tasse entranti siano sufficienti per sostenere tale spesa”. Condivide la stessa opinione anche un’altra studentessa: “Credo che l’esame di latino sia un esame importante e necessario, ma concordo con chi dice che oltre ad un corso di letteratura latina si debba affiancare un corso di grammatica, per permettere ad ogni studente di partire dallo stesso livello, per permettere a tutti anche a quelli (come me) che il latino non l’hanno mai studiato, di poter affrontare quest’esame con serenità! Ovvio oltre a questo, ci vuole impegno, costanza, dedizione…ma io non credo sia giusto che oltre a dover pagare delle tasse di per sé abbastanza alte, io debba pagare anche un professore privato per dei requisiti che il corso di laura non obbliga ad avere!»

Va detto che in alcuni corsi come ad ingegneria sono presenti cosi preparatori per sostenere alcuni esami e che quindi danno la possibilità di non diventare poi dei fuori corso: «Ingegneria informatica c’è un corso messo a disposizione degli alunni di “Matematica 0″. Poi, il corso di Analisi 1 parte dal concetto di dominio, che è fondamentalmente appena superiore alle operazioni di base, rimarcando anche i significati di radice, logaritmo, potenza.»

Scarsa informazione. Il problema è proprio questo si chiedono conoscenze che il corso non obbliga ad avere, ci sono stati però dei corsi extra ma tutti trovano difficoltà nel reperire informazioni: «Il problema è che questi corsi extra sono come insetti che si nascondono appena vedono una persona avvicinarsi alla loro tana… cioè introvabili, tra l’altro, il prof. di Latino dovrebbe essere lui stesso a informare gli studenti della possibilità di frequentare questi corsi extra. Il problema è uno: a chi chiedere per questi corsi? Non è possibile che uno studente debba svenarsi per cercare supporto che gli è DOVUTO, visto che parliamo sempre di pagamento di un servizio universitario»e continua lo stesso studente: «Il punto è che se chiedi di questi corsi extra al docente, questo sicuramente ti ride in faccia, poiché la conoscenza o un ruolo di rilievo implica anche saccenza, molte volte… mah! Personalmente non penso costi niente all’università informare gli studenti via web. Il sito internet di lettere esiste anche per questo, non solo per i docenti che a quanto vedo ci sono più avvisi che riguardano loro che noi.»

Ma il latino può effettivamente preparare lo studente ad una vita lavorativa? «Si continua a pensare che tutti quelli che escono da LM debbano diventare insegnanti, ma non è così. Non abbiamo un corso di narratologia, non uno di metrica, non uno di giornalismo. E intanto facciamo Latino. Non è un problema di lamentarsi, è una questione di indirizzamento. Io non mi sento preparato da questa facoltà, perché ha come unico scopo lo studio del passato. Non ci vengono dati strumenti pratici per il mondo del lavoro, che sia esso giornalismo, scrittura, editoria, sceneggiatura e tante altre cose.
Qua si pensa solo all’insegnamento, ma non è l’unica cosa che importa a Lettere
»

È però il discorso di un ragazzo che ha lasciato alcune forse tante perplessità, come se fosse lui il prototipo dello studente che segue la corrente, si lascia trascinare senza chiedersi se sia giusto o meno; ecco le sue parole: «Il corso extra purtroppo non c’è, ricercare i motivi per il quale non c’è oppure affermare che le tasse sono elevate e il servizio scadente sarebbe inutile. È un dato di fatto contro il quale nessuno può niente. Ci si mette a studiare latino da soli (per modo di dire: lo si farà sempre con un professore privato o con un amico/a). Non ci trovo nulla di male o di assurdo.»

Conclusioni. I ragazzi chiedono solo un corso extra e maggiori informazioni reperibili sul sito. Non chiedono una riduzione del programma, anche se alcuni lo ritengono eccessivo, e reputano che la lettura metrica sia indispensabile per un buon filologo moderno. Ma ragionare in questo modo: «Così è, noi studenti non possiamo farci niente»è sbagliato e poco produttivo, il laureando è giusto che esprima le proprie opinioni per farsi sentire sperando di migliorare il proprio corso di laurea e non di seguire infelicemente la massa.

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