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10 ottobre 2012

I legami trentini del Premio Nobel per la Fisica 2012

Passano anche per Trento i legami scientifici e accademici del nuovo premio Nobel per la Fisica 2012, Serge Haroche. Lo scienziato francese è stato insignito della più ambita onorificenza proprio oggi, insieme al collega americano David Wineland per le loro ricerche sulle interazioni tra fisica e materia. Un settore che negli scorsi anni ha portato Haroche a frequentare l’Università di Trento e, in particolare, i colleghi del Dipartimento di Fisica.
Proprio nell’aprile del 2008, infatti, Serge Haroche è stato ospite del convegno internazionale sull’interferometria con atomi ultra-freddi, organizzato a Levico Terme dal Centro BEC (Condensazione di Bose-Einstein) dell’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia (CNR-INFM) e del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, per iniziativa del ricercatore Augusto Smerzi. Per la prima volta si riunirono allora, in un incontro interamente dedicato a questo tema, oltre cento scienziati provenienti da tutto il mondo in una sorta di “brainstorming” collettivo per fare il punto sui risultati più recenti e sulle prospettive in interferometria offerte dai condensati di Bose-Einstein.Un tema che ha fatto guadagnare al Centro BEC (http://bec.science.unitn.it/) di Povo una reputazione internazionale. Ma la collaborazione scientifica non è l’unico aspetto a legare Serge Haroche al gruppo di ricerca trentino e all’Università di Trento.

Lo scorso 1 settembre, infatti, Haroche è divenuto rettore del College de France, prestigiosa e antica istituzione internazionale che raccoglie i migliori cervelli di tutto il mondo e che dallo scorso anno ha sottoscritto un accordo di cooperazione con l’Università di Trento. Una sinergia resa possibile grazie all’attività e alla reputazione internazionale del professor Sandro Stringari, fisico e collega di Haroche, da alcuni anni collaboratore dell’autorevole centro di studi superiori francese e nominato per Trento coordinatore scientifico dell’accordo.
Il comitato Nobel di Stoccolma ha premiato oggi Serge Haroche e David Wineland per aver «indipendentemente inventato e sviluppato metodi per osservare e manipolare singole particelle senza alterare la loro natura quanto-meccanica con metodi giudicati impossibili fino ad allora». La notizia dell’assegnazione del premio Nobel ad Haroche è stata accolta dai ricercatori trentini con soddisfazione. «La vicinanza scientifica con Haroche e la collaborazione proficua maturata in questi anni– ha commentato Sandro Stringari – confermano l’alto livello raggiunto dal nostro gruppo di ricerca nel campo della fisica quantistica. Inoltre, questo riconoscimento, non farà che rafforzare la collaborazione con il Collège de France, intrapresa con successo dal nostro Ateneo con lo scambio di professori e la mobilità di dottorandi e post-doc in settori di interesse comune ad entrambe le istituzioni».

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