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7 ottobre 2012

La religione e la scuola

Roma – Quali attività si svolgono nelle scuole statali durante l’ora di religione? Domanda che più di qualcuno si pone, soprattutto quando, parlando con i giovani ci si rende conto dell’ignoranza in materia.

E bene sì, il ministro Profumo di tanto in tanto si fa venire qualche idea buona che può giovare alla scuola italiana.

Abbiamo già parlato dell’argomento nell’articolo Scuola preparati a cambiare ancora , ma un piccolo argomento va approfondito.

Da sempre, vivendo in un Paese estremamente cattolico, che ha “in sede” il Papa, le decisioni della Madre Chiesa pesano sulla vita quotidiana dei più.

Grazie al Concordato del 1984 oggi è possibile decidere di passare fuori dall’aula l’ora di religione, il che vuol dire passarla a studiare in biblioteca o in qualsiasi altro locale della scuola, ovvero: lasciare gli studenti al proprio destino.

Ma è un qualcosa di così negativo?! Se si pensa a quanto siano poco professionali e idonei ad insegnare la materia i professori di religione, forse meglio un’ora in corridoio che in aula.

Nessuno si è mai chiesto come vengono scelti i professori di religione visto che per loro non c’è una graduatoria per diventare di ruolo come per gli altri?

Arriva la pronta risposta dell’ Unione Atei, Agnostici, Razionalisti dei quali citiamo testuali parole«Senza dimenticare la corsia preferenziale dei docenti di religione, che vengono assunti senza concorso pubblico. È sufficiente il placet del vescovo, che può anche ritirarlo se constata che la vita del nominato non è in linea con il magistero cattolico. L’Irc diventa quindi un modo che i vescovi hanno per far assumere fedeli, facendoli pagare dallo Stato. Una condizione privilegiata, che permette anche di entrare in ruolo, ancor più discutibile in un periodo di tagli e ridimensionamenti nella scuola pubblica».

Ma come è possibile che sia così facile diventare professore di religione?! Quindi potrebbe diventarlo anche un soggetto senza né arte e né parte che non abbia neppure le basi pedagogiche per l’insegnamento.

Nelle mani di chi, in realtà, mettiamo i nostri figli in quel lasso di tempo?!

C’è la necessità di modificare la scuola anche in questo senso e rispetto al Concordato creare delle attività alternative rispetto all’ora di religione e cercare dei docenti più qualificati che non facciano ritagliare figurine dei santini.

L’insegnamento religioso ha alla base delle concezioni etiche troppo importanti per lasciarle al caso o al primo volto angelico che piace al vescovo.

Ecco l’ennesima tranvata presa dalla Chiesa.

L’Uaar ha anche dichiarato di aver avviato il progetto ora alternativa: «L’ora alternativa fornisce a genitori, studenti e scuole risorse utili sia per far valere i propri diritti nel caso di mancata attivazione dell’alternativa, sia spunti e strumenti per elaborare progetti nelle scuole».

Se non si hanno docenti professionali in materia e non è possibile abolire l’insegnamento religioso, si deve fornire un’alternativa valida con dei docenti altrettanto validi che forniscano un servizio.

«Ogni problema globale ha una soluzione che viene dall’educazione. E in molti casi la soluzione è l’ educazione stessa».

Nicholas Negroponte

Fonte foto

 

 

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