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27 ottobre 2012

No Monty Day; I giovani non si arrendono dopo il Choosy della Fornero

Il governo Monti è al capolinea. Il popolo non regge le condizioni disumane che sembrano crescere sempre di più

Roma, 27 ottobre: la manifestazione nazionale di opposizione al governo Monti e soprattutto alla sua politica economica, ‘‘No Monti day”, ha visto la partecipazione in migliaia di studenti, lavoratori, precari, docenti universitari, i sindacati di base (Usb, Cobas…), i partiti di sinistra (Rifondazione, Sinistra Critica, il partito comunista dei lavoratori), gli operai delle aziende in crisi, i No Tav della Valsusa, i No debito, il forum dell’acqua, i centri sociali, numerose anche le adesioni individuali.

Alle 13.00 sono partiti da Piazzale Aldo Moro centinaia di studenti. Uno striscione con la scritta “Piazze invase contro la troika. E’ l’Europa che ce lo chiede”. Ma anche i medici, gli attivisti di “Rivolta il Debito” e di “Comitato 16 novembre onlus”, da una settimana a fianco dei malati di sla in sciopero della fame per sollecitare il governo sul Piano per l’Autosufficienza e sullo stanziamento reale di 658 milioni previsti per i malati gravi nella legge sulla Spending Review. Direzione: Piazza delle Repubblica.

150 mila persone partivano alle 14.30 da Piazza della Repubblica per dire:

  • No a Monti e alla sua politica economica di precarietà, licenziamenti, disoccupazione e povertà.
  • No all’Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell’austerità e del rigore.
  • No all’attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso.
  • Sì al lavoro dignitoso, allo stato sociale, al reddito.
  • Si ai beni comuni, alla scuola e alla ricerca pubblica, alla salute e all’ambiente, a un’altra politica economica, al taglio delle spese militari, alla cancellazione delle missioni di guerra, alla soppressione dei privilegi alle caste politiche e alla cancellazione di tutti i trattati che hanno concentrato il potere decisionale nelle mani di una oligarchia.
  • Si alla democrazia fondata sulla partecipazione e sul diritto a decidere anche sui trattati europei.

Tra i vari striscioni anche il ministro Fornero è stata un bersaglio degli studenti che si sono sentiti presi in giro da affermazioni tanto false quanto opportuniste. Con la scritta: ”Proud to be choosy. Io non mi accontento”, sul retro: ”quand’è che il futuro è passato dall’essere una promessa all’essere una minaccia?”.

Prima dell’arrivo a piazza San Giovanni, dove si è conclusa la manifestazione, una parte dei manifestanti è uscita dal corteo bloccando la tangenziale est e la strada che porta all’Autostrada A24. Ma a parte il blocco del traffico la manifestazione si è conclusa senza incidenti.

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