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21 ottobre 2012

Nuovo CdA all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

Completata la composizione del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Con la elezione a maggioranza dei 5 componenti di nomina del Senato Accademico, l’Ateneo si avvia ad inaugurare una nuova stagione della sua vita, così come voluto dalla recente riforma, che ha rivisto profondamente e snellito la catena gestionale di questa antica istituzione.

Il Senato Accademico nella sua seduta del 16 ottobre, a seguito di votazione, ha nominato a far parte dell’importante organo, che vede potenziato il suo ruolo e le sue competenze, i professori: Daniela Fontana, Giovanna Galli, Grazia Ghermandi, Stefano Ossicini e Antonello Pietrangelo.

I cinque andranno ad aggiungersi al Rettore prof. Aldo Tomasi, che lo presiederà, ed a: Paolo Cavicchioli, Amministratore delegato della Doxee SpA e membro della Giunta Confindustria di Modena, Piero Ferrari, Vice Presidente della Ferrari SpA, Presidente di Piaggio Aero Industries SpA e Vice Presidente della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, e Stefano Landi, Presidente della Landi Renzo SpA e Presidente della Associazione Industriali della Provincia di Reggio Emilia, eletti come esterni in rappresentanza del Comitato dei Sostenitori, ed ai 2 rappresentati degli studenti, già eletti nel corso della tornata elettorale dell’aprile scorso, Alice Goldoni e Vincenzo Sciumbata.

Ora il principale organo di governo, del quale fanno parte senza diritto di voto anche il Direttore Generale, dott. Stefano Ronchetti, ed i due Pro Rettori, proff. Luigi Grasselli per la sede di Reggio Emilia e Sergio Paba per quella di Modena e che terrà la sua seduta di insediamento il 7 novembre rpossimo, è pienamente operativo.

Era un mio preciso intento – spiega il Rettore prof. Aldo Tomasi giungere nell’imminenza dell’inaugurazione dell’anno accademico a vedere insediati i nuovi organi e disegnato il nuovo assetto dell’Università. Lo snellimento per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione è stato notevole, in quanto passiamo da una composizione di 26 membri ad una di 11. Per facoltà e dipartimenti la riduzione è stata ancora più marcata, poiché si è scesi da 32 (dei quali 11 medici) dipartimenti e 12 facoltà, a soli 14 dipartimenti, compresi i 4 di area medica, che si raccolgono dentro a quella che continuerà a chiamarsi Facoltà di Medicina e Chirurgia. Un ringraziamento per questo traguardo, che ha iniziato il suo percorso il 15 febbraio 2011, va indistintamente a tutto il corpo accademico, colleghi docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti che, pure a volte criticamente, si sono calati costruttivamente nello spirito della riforma non ostacolandone l’attuazione. Ora mi auguro, esprimendo tutta la mia soddisfazione per la qualità e lo spessore delle nomine fatte, che dai nuovi organi venga la spinta a rendere ancora più saldi i legami tra l’Ateneo ed il territorio e ad accelerare il processo di internazionalizzazione e qualificazione della ricerca avviati”.

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