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17 ottobre 2012

Unisa e residenze universitari: più trasparenza; cercasi

E’ stata inaugurata, lo scorso 15 ottobre, la nuova Casa dello Studente dell’Università di Salerno.

Infatti, oltre alle già avviate residenze studentesche situate all’interno del Campus di Fisciano, a partire da quest’anno se ne aggiungono altre, situate a Sava frazione del Comune di Baronissi a circa 1 chilometro dalla facoltà di Medicina.

All’inaugurazione hanno partecipato tanti importanti esponenti del mondo politico locale e accademico: il Sindaco di Baronissi, Giovanni Moscatiello, il Prof. Antonio Piccolo, che è il Presidente dell’Adisu (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario), il Rettore dell’Ateneo salernitano, Raimondo Pasquino, e per finire Stefano Caldoro, Presidente della Regione Campania, e l’On. Edmondo Cirielli, appena dimessosi dalla carica di Presidente della Provincia di Salerno.

Tutti coloro i quali sono intervenuti hanno sottolineato l’importanza di questa iniziativa dell’Università di Salerno, la quale ha offerto agli studenti questa nuova struttura di 3 piani, che ospiterà 86 studenti, di cui 10 portatori di handicap.

Tanti anche gli ambienti di servizio, ideati per le attività collettive, e inoltre alle spalle del complesso residenziale c’è un parco verde di 1 ettaro, in cui gli studenti potranno studiare o rilassarsi.

Ora detto questo, tutto molto bello, però quando ci sono iniziative del genere le polemiche non mancano mai.

Sì perchè, molto spesso usufruiscono di queste opportunità ragazzi che non hanno problemi economici, che magari hanno presentato un ISEE poco veritiero, che vanno in giro ben vestiti e con l’ultimo modello di telefonino appena acquistato.

Ora non voglio sollevare polemiche sterili, ma l’assegnazione di queste borse di studio crea ogni anno molti malcontenti a causa di una trasparenza che sicuramente potrebbe essere maggiore.

Non ho testimonianze da riportarvi, ma soltanto la mia esperienza. Infatti, negli ultimi 2 anni sono stato selezionato dall’Università di Salerno per svolgere una collaborazione a tempo parziale all’interno dell’Ateneo (probabilmente, l’unica offerta veramente trasparente, in cui c’è una graduatoria e viene scelto un numero predefinito di studenti per ogni facoltà, in base agli esami fatti, ai voti e alla media) e per 2 anni consecutivi ho collaborato con l’Adisu, che si occupa di assegnare le borse di studio e i servizi abitativi agli studenti.

In particolare, lo scorso anno, ho collaborato presso gli uffici Adisu nel periodo più &”8220;caldo&”8221;, ovvero tra settembre e ottobre quando appunto le residenze devono essere assegnate agli studenti.

E ricordo la signora che veniva nella sede dell’Adisu a lamentarsi, perché era cominciato il mese di ottobre, i corsi che stava frequentando la figlia erano partiti già da qualche settimana e ancora non si sapeva nulla sull’assegnazione delle residenze.

Ricordo un’altra signora che aveva in sospeso un altro appartamento, perché non sapeva ancora se il figlio ce l’avrebbe fatta a rientrare tra gli assegnatari.

Ricordo una signora che sperava in questa residenza universitaria per il figlio, anche perchè aveva appena rifiutato di affittare una stanza in nero udite, udite da un professore universitario.

Altri, invece, venivano a chiedere informazioni e sostenevano sarcasticamente che queste residenze fossero assegnate a tavolino e sulla base di parametri estranei a quelli che dovrebbero invece avere un ruolo fondamentale per la scelta: reddito familiare, chilometri di distanza tra la propria abitazione e l’università (con maggiori garanzie per quelli che vengono da altre regioni) e media voti (quest’ultimo parametro ovviamente non vale per i ragazzi iscritti al primo anno).

Insomma, quest’assegnazione delle residenze universitarie non brilla per trasparenza, i bandi si chiudono ad agosto e l’assegnazione avviene a metà ottobre, quando i corsi sono già iniziati da circa un mese, molti ragazzi che veramente ne avrebbero bisogno si vedono negare la borsa di studio, sorpassati in lista da molti assegnatari che non hanno difficoltà economica (anzi, per dirla tutta, sono proprio benestanti).

Speriamo quindi che i controlli dell’Università salernitana, così come di tutte le altre, siano sempre più efficaci, perché siamo noi, con il regolare pagamento delle tasse universitarie (che aumentano di anno in anno) a garantire il buon funzionamento delle residenze e vorremmo che i soldi delle nostre tasse fossero d’aiuto a chi ne ha veramente bisogno.

Per tutti quelli che vogliono intervenire, (la mia e-mail è vincdellipriscoli@hotmail.it)

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