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7 ottobre 2012

Tumori: mutazione genetica li autoalimenta

Le ricerche nell’ambito delle neoplasie sono tra le più attive negli ultimi anni, e i maggiori esperti di malattie oncologiche si impegnano quotidianamente con tutte le loro forze per riuscire a combattere uno dei peggiori mali dei giorni nostri: il cancro.

Riuscire a portare a termine questo obiettivo non è sicuramente semplice, poiché l’avversario è davvero ostico e riesce sempre a sorprendere gli studiosi con nuove armi che dimostrano ancora una volta la sua forza impressionante. Anche stavolta, infatti, il cancro mostra una caratteristica finora sconosciuta agli scienziati, ma che potrebbe comunque essere sfruttata per sviluppare nuove terapie in grado di sconfiggerlo.

Si tratta di una particolare mutazione genetica scoperta dagli esperti del National Institute of Child Health and Human Development (Usa), capace di far sì che il tumore si autoalimenti e generi, così, altri globuli rossi, causando l’espansione del cancro all’interno dell’organismo. La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, è stata effettuata su due pazienti affetti da una rara forma di cancro, detto paraganglioma, che colpisce le cellule neuroendocrine.

Analizzando i tessuti tumorali dei due pazienti, i ricercatori hanno potuto osservare il funzionamento di questa mutazione genetica, la cui causa sarebbe l’alterazione del gene HIF che provocherebbe il conseguente aumento smisurato dei globuli rossi e, quindi, l’espansione del tumore. Al momento gli esperti hanno potuto notare che il cosiddetto fenomeno dell’eritrogenesi avviene per tipologie rare di cancro, quali appunto quelle legate al sistema endocrino, tuttavia saranno necessari ulteriori studi per poter comprendere se questo tipo di mutazioni genetiche avvengano anche in altri casi.

Nonostante ciò i ricercatori sono fiduciosi a riguardo, poiché grazie a questa importante scoperta non solo si potranno approfondire gli studi riguardanti lo sviluppo dei tumori, ma soprattutto si spera che ci siano anche più probabilità di sviluppare nuove terapie in grado di combattere o, magari, troncare sul nascere tipologie di cancro così rare, in grado di autoalimentarsi e quindi di avere la meglio sul corpo umano.

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