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10 ottobre 2012

Università Bicocca: un esempio da seguire

In un momento particolare della nostra storia nazionale dove, sempre più spesso, le università tendono ad aumentare le tasse senza tener conto delle esigenze di studenti che non sempre possono far fronte a tali costi, l’Università Bicocca di Milano si pone in netta antitesi con tale atteggiamento.

Bisogna evidenziare, infatti come la ricerca di maggiori servizi da offrire agli studenti venga perseguito grazie ad una particolare attenzione alle emissioni di CO2. Un investimento di 90 milioni di euro che dovrebbe portare ad una riduzione di oltre il 15%. Tutto questo a favore della stessa università. Tutto ciò, infatti, non porterà soltanto ad una particolare attenzione verso l’ambiente, ma porterà moltissimi initroiti allo stesso ateneo, che potra reinvestirli in progetti d’interscambio in Paesi stranieri e borse di studio.

A dar conto dell’ambizioso progetto, la Dottoressa Marina Camatini, presidente del centro di ricerca dell’ateneo: «Identificare gli obiettivi di riduzione, aiuta a indirizzare meglio gli sforzi per migliorare. Capire l’impatto delle nostre attività è la guida per aiutarci a migliorare. Anche perché la Bicocca si presta bene a molti interventi, sia per risparmiare che sul comportamento dei nostri studenti. La struttura di base, infatti, è già molto buona visto che siamo dotati di teleriscaldamento e abbiamo un servizio di bike sharing interno. Ma i passi che si possono fare per ridurre l’impronta di carbonio sono ancora molti, per questo puntiamo con i nostri controlli di eliminarne ancora il 15%. Nei prossimi due anni avremo un quadro preciso dei consumi energetici e idrici. In più, controlleremo il recupero dei rifiuti, la raccolta differenziata e sarà incentivata, con sconti e riduzioni sui mezzi di trasporto, la mobilità sostenibile».

Fonte dichiarazioni: Corriere della sera

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