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6 ottobre 2012

User e password in pericolo

Roma –  I dati di studenti e dipendenti scolastici girano per il web a causa di un hacker, il TeamGhostShell.

Si chiama TeamGhostShell, l’ultimo hacker che ha colpito le univesità italiane e non diffondendo dati sensibili. Soltanto l’ultimo di tanti attacchi ricevuti dai database degli atenei e tra quelli colpiti anche quelli di Harvard, Princenton, Cambridge.

Una vera carneficina virtuale che preoccupa tutte le vittime poichè ben centoventimila account di studenti e dipendenti, 36.000 email, migliaia di nomi utente e password, oltre a informazioni potenzialmente delicate come numeri di telefono, date di nascita, stato civile sono state rese pubbliche attraverso la rete.

Si parlerebbe anche di alcuni numeri di conto, ma ci sarebbe stata una rivendicazione degli hacker che hanno messo in atto il piano diabolico che spiegherebbe la qualità attivista di questo hacker.

TeamGhostShell sarebbe nato e avrebbe agito per dimostrare quanta poca cura ci sia da parte degli atenei nel custodire i dati sensibili di studenti e collaboratori. Un hacker buono che preoccupandosi che qualcuno potesse arrivare ai dati sensibili dei più, li ha pubblicati in rete.

Fortunatamente la Identity Finder, che ha analizzato il link con i dati pubblicati ha affermato con sicurezza che numeri di conto e numeri di sicurezza sociale  (fondamentali nel sistema previdenziale statunitense), non sono stati resi pubblici.

Gli hacker nonostante le lamentele delle “vittime” hanno diffuso un comunicato tramite Pastebin dove spiegano l’impronta etica e l’intento educativo della loro missione. Già troppe volte i dati sensibili contenuti nei database delle università sono stati riversati in rete e nulla è stato fatto per cercare di rendere il sistema più sicuro, TeamGhostShell è nato per smuovere le coscienze e per rendere tutto più sicuro.

Sembra un pò la storia del bove che dice “cornuto” all’asinelo, ma cosa volete?! So ragazzi!

I database degli atenei italiani già qualche anno fa avevano ricevuto una scossa simile e a detta dei più quest’ultimo attacco potrebbe seriamente cambiare qualcosa in materia di sicurezza dei dati personali.

“Nonostante il mito di Kevin Mitnick creato dalla stampa, io non sono un hacker malintenzionato.”

da L’arte dell’inganno

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