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22 novembre 2012

Bando PRIN, progetti Unisa finanziati dal MIUR. Intervista al Prof. Di Nola

Investire nella ricerca e nella educazione delle nuove generazioni è sempre prioritario per uno stato moderno” spiega il Prof. Antonio Di Nola. “Il nostro progetto mette insieme gruppi di ricercatori in logica matematica e informatica teorica in tutta Italia” L’obiettivo? “Creare una rete di ricercatori in Logica capaci di comunicare e collaborare tra di loro su temi logici e informatici interdisciplinari.”

Dopo avervi presentato nelle settimane scorse i 3 progetti coordinati da docenti dell’Università di Salerno che avevano ottenuto i finanziamenti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ecco che oggi andiamo a completare il quadro presentandovi il quarto progetto (Metodi Logici per il trattamento dell’informazione) curato dal Prof. Antonio Di Nola, ordinario di Logica Matematica presso l’ateneo campano.
E quindi, abbiamo incontrato il Prof. Di Nola che, felice per questo importante risultato ottenuto, ci ha parlato del progetto che coordina, delle finalità e dello stato di salute della Ricerca nel nostro Paese.

 Allora Prof. Di Nola, se l’aspettava questo riconoscimento così importante? Non è proprio il momento migliore per l’attività di Ricerca.
“Siamo molto felici di aver superato questa selezione, come lei dice è un riconoscimento importante che ci motiva ancora di più
a procedere con le nostre ricerche, intensificare le nostre collaborazioni e formare studenti eccellenti che potranno un giorno proseguire queste ricerche. Che non sia un buon momento per l’intera università italiana è confermato dai tagli che ogni anno vengono inferti da ormai un quinquennio al bilancio di tutti gli atenei.  Sappiamo tutti che questo è un periodo di grande crisi, ma investire nella ricerca e nella educazione delle nuove generazioni è sempre prioritario per uno stato moderno. “
Ci parli meglio del suo progetto “Metodi logici per il trattamento dell’Informazione”.

“Il nostro progetto mette insieme gruppi di ricercatori in logica matematica e informatica teorica in tutta Italia: partecipano al progetto le università di Bologna, Firenze, Genova, Milano Statale, Padova, Perugia, Roma 3, Siena e Udine.  È un progetto molto ambizioso perché punta a costruire collaborazioni tra gruppi di ricerca affini ma con specializzazioni ben diverse su temi interdisciplinari.  Il cuore del progetto è molto attuale perché riguarda l’informazione (intesa in senso generale)  e come essa possa essere gestita efficientemente e coerentemente per aumentare la nostra conoscenza.  Esempi di problemi di questo tipo sono ormai sotto gli occhi di tutti: internet ci fornisce una quantità incredibile di informazioni, ma se questa non fosse strutturata (possibilità di ricercare informazioni, di confrontarle, di trarre conclusioni a partire da queste) sarebbe di scarsa utilità.  La logica matematica fornisce un perfetto ambiente formale per questi studi, permettendoci di capire quali sono i limiti e quali sono i migliori approcci a tutti questi problemi.  Proprio quest’anno si festeggia il centenario della nascita di Alan Turing, egli era un matematico che si occupava di logica che per primo ha ideato il concetto di computer come è conosciuto adesso.”

Lei insegna “Logica Matematica” presso l’Università di Salerno. Forse in ambito scientifico la Ricerca ha ancora un ruolo centrale, che magari in altri ambiti sembra non avere più, o in alcuni casi non ha mai avuto. Mi sbaglio?
“La Ricerca ha un ruolo centrale in tutte le aree del sapere.  Semplicemente, in un questa era caratterizzata dalla tecnologia, si tende a dare più importanza alle ricerche scientifiche, ancor più se esse offrono un immediato riscontro tecnologico.  D’altro canto per progredire la nostra conoscenza ha spesso bisogno di sforzi interdisciplinari che a volte vengono oscurati dalla mera scoperta: le idee nuove hanno bisogno di un tessuto culturale globale.”
I finanziamenti ricevuti dal MIUR sono sufficienti per portare a termine il suo progetto di Ricerca?
“Le nostre ricerche sono perlopiù teoriche e quindi noi non necessitiamo di grandi fondi per sostenerle.  Tuttavia la possibilità di partecipare a conferenze internazionali dove aggiornarsi e confrontarsi con studiosi di tutto il mondo è essenziale per evitare che le attività di ricerca si provincializzino e proseguano su binari morti. Ovviamente sarebbe interessante anche implementare alcuni dei risultati conseguiti (come studi teorici su macchine multi-processore o sul quantum computing) ma le attrezzature di cui necessitiamo per far questo non sono abbordabili dalle cifre ottenute con questo finanziamento.”
L’Università di Salerno ha ottenuto il finanziamento di 4 progetti, tra cui il suo: quindi, non è proprio messa così male l’attività di Ricerca qui al Sud?

“La ricerca è per fortuna sempre più globalizzata, ormai i confini sono facilmente superabili.  È quindi possibile fare ricerca di alto livello anche dove non c’è una lunga tradizione alle spalle, ma gli ingredienti indispensabili sono la passione e l’impegno.”

E per finire, qual è l’obiettivo finale che ha fissato al termine di questo triennio di ricerca? 

“Ovviamente ogni gruppo nel progetto porterà avanti ricerche su problemi concreti.  Tuttavia, man mano che le nostre ricerche vanno avanti, i ricercatori diventano sempre più specializzati nel loro settore. La Logica in Italia è ben rappresentata in molte delle sue branche, ma ognuna di esse sta prendendo una strada autonoma e la comunicazione tra esperti dei vari settori scarseggia. Per questo motivo il nostro obiettivo primario (e anche più ambizioso) è che si formi in Italia una rete di ricercatori in Logica capaci di comunicare e collaborare tra di loro su temi logici e informatici interdisciplinari, combinando idee e approcci per risolvere problemi complessi.  Sarebbe un importante conseguimento, che potrebbe fare da pivot alla creazione di una rete europea di ricercatori in Logica Matematica e Informatica teorica.”
Ringraziamo il Prof. Di Nola per la grande disponibilità mostrata nel presentare questo suo progetto. E non possiamo fare altro che augurarci che questi finanziamenti per i progetti di interesse nazionale siano solo l’inizio, affinchè la ricerca possa ritornare ad avere quel ruolo centrale che merita all’interno dell’ambito universitario.
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