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4 novembre 2012

Concorsi pilotati e promozioni immeritate: si dimette il Direttore Generale di UniSalento

Università del Salento nella bufera: la Procura di Lecce indaga sul Direttore Generale Miccolis. Le accuse sono abuso d’ufficio e violenza privata. Guai anche per il Rettore La forgia, querelato dalla CGIL.

 

Ultimamente non se la passa benissimo l’Università del Salento, il secondo ateneo pugliese per numero di iscritti.

Già qualche settimana fa vi avevamo parlato della sentenza emessa dal Tar della Puglia che ha condannato (in primo grado di giudizio) l’Università salentina a pagare una ricercatrice a tempo indeterminato la somma prevista nel bando di affidamento dell’incarico.

Ora è dell’altro e la situazione intorno all’Ateneo pugliese è tutt’altro che serena.

LE ACCUSE E LE DIMISSIONI – Innanzitutto, lo scorso 24 ottobre, il Dott. Emilio Miccolis Direttore Generale dell’Università del Salentoha rassegnato le dimissioni dal suo incarico.

Dimissioni che rappresentano un atto dovuto, considerato che la Procura di Lecce ha aperto un nuovo fascicolo d’inchiesta che riguarda proprio il Dott. Miccolis, accusato di abuso d’ufficio e violenza privata nei confronti di 2 sindacalisti (Tiziano Margiotta della UIL e Manfredi De Pascalis della CGIL).

Ovviamente le accuse sono tutte da dimostrare, ma dal quadro che si sta delineando sembrerebbe che l’Università pugliese sarebbe governata da promesse di denaro, trasferimenti del personale e concorsi aggiustati

LA REGISTRAZIONE SCOTTANTE E ciò è stato rilevato in una conversazione avvenuta tra lo stesso Miccolis e il Segretario locale della UIL, Margiotta, registrata da quest’ultimo, pubblicata dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno; e contenuta nell’esposto presentato lo scorso 5 ottobre in Procura.

Il Direttore Generale; evidentemente, forte delle sue doti di preveggenza avrebbe fatto a Margiotta i nomi dei vincitori di un concorso prima ancora che venissero espletate tutte le procedure del caso, avrebbe parlato di documenti scottanti; che se venissero fuori avrebbero messo ko la credibilità dell’Ateneo salentino e dei suoi vertici dirigenziali.

Insomma, una serie di imbrogli sui quali gli inquirenti ora stanno indagando. Il Dott. Miccolis avrebbe offerto ai 2 sindacalisti infedeli appena avrebbe saputo dell’esistenza di questa registrazione progressioni di carriera e tanti soldi, affinché la registrazione non fosse diffusa e i 2 sindacalisti non avessero intrapreso le vie legali.

LA POSIZIONE DEL RETTORE LAFORGIA Ma non può stare tranquillo nemmeno il Rettore dell’Ateneo, il Prof. Ing. Domenico Laforgia, che nella riunione del Senato accademico del 2 novembre è stato accusato di aver nominato il successore di Emilio Miccolis Claudia De Giorgi senza aver coinvolto il Senato nella gestione di questa vicenda che è così importante per l’Università del Salento.

Dal canto suo, il Rettore accusato anche dal Prof. Luigi Melica, ordinario di Diritto Costituzionale, che ha denunciato l’atteggiamento tenuto da La forgia all’interno delle sedute del Senato accademico, per influenzare le scelte dei presenti  si difende sostenendo che tutto si è svolto in ossequio delle norme statutarie.

Come se non bastasse, il Rettore è stato anche querelato per diffamazione dalla Segreteria Confederale della CGIL Lecce, in seguito agli attacchi affondati dal Rettore nei confronti della sigla sindacale e riportati da gran parte della stampa locale.

LA VOCE DEI DOTTORANDI Su questa delicata fase che sta vivendo l’Ateneo pugliese, è intervenuto su

LeccePrima.it Antonio Bonatesta , che rappresenta i dottorandi dell’Università del Salento all’interno del Senato accademico, soddisfatto perché il Senato ha dato un segno di responsabilità alla richiesta di convocazione urgente da parte di alcuni suoi membri, ma preoccupato per il clima di disagio che si avverte in questo momento: Un disagio ingenerato dalla difficoltà di attendere alla soluzione dei problemi concreti della comunità accademica, dal momento che, in questo delicato tornante della vita del nostro ateneo, qualsiasi valutazione o posizione si assuma nell’esercizio delle funzioni di rappresentanza, non è più considerata nel merito, ma esclusivamente in termini di appartenenza a fazioni. Ripudiamo questo clima, da cui è urgente uscire, per riannodare i fili interrotti del confronto e della legittimazione reciproca tra le parti e tornare, così, a svolgere la funzione cui tutti gli organi accademici sono chiamati: costruire il futuro della nostra università.

E sicuramente l’Università del Salento deve risolvere i suoi guai interni e ripartire da queste parole di speranza, magari facendo in modo che la stampa possa parlare delle iniziative e dei meriti accademici dell’Università e non solo delle vicende giudiziarie che la riguardano.

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