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21 novembre 2012

Congresso Rai a Fisciano: passato, presente e futuro del servizio pubblico

L’UsigRai si è riunita questa mattina presso l’Aula Magna dell’UniSa. Presenti i vertici aziendali e il Rettore Pasquino.

Un excursus attraverso la storia della Rai, tra un passato glorioso e un futuro ancora da definire.

Il XIII congresso dell’Unione Sindacale Giornalisti Rai (UsigRai) è stato inaugurato questa mattina, presso l’Aula Magna dell’Università di Salerno.

All’appuntamento hanno preso parte il dg Luigi Gubitosi, il segretario UsigRai Carlo Verna e il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana Roberto Natale, oltre a tante facce conosciute del servizio pubblico. Assente invece il presidente Annamaria Tarantola, causa impegni personali.

L’incontro è stato introdotto dal Magnifico Rettore Raimondo Pasquino, che ha sottolineato l’importanza dell’informazione per formare la conoscenza: “Viviamo in un’epoca in cui la comunicazione è caratterizzata da velocità, universalità e interattività”.

La cultura – ha proseguito – non è più destinata a pochi, mentre il diritto all’informazione è stato soppiantato da una sorta di diritto all’indiscrezione. Gestire tutto ciò non è semplice, ma è anche più gratificante. Una grande azienda come la Rai, che ha dato un contributo fondamentale nella formazione culturale del nostro Paese, ha ora il delicato compito di indicare la strada per gli anni a venire”.

Dopo il saluto di Carlo Verna, che ha lodato il campus di Fisciano quale “eccellenza della città di Salerno”, il congresso è entrato nel vivo con la commemorazione di alcuni protagonisti storici del servizio pubblico.

Il direttore del Centro Rai di Napoli, Francesco Pinto, ha ricordato così l’ex dg Biagio Agnes: “Conservo la memoria del suo rapporto carnale con l’azienda e del suo senso di appartenenza. La Rai di Agnes aveva ben chiaro il proprio ciclo produttivo, era una fabbrica in cui regnavano una fiducia ed una passione che oggi vanno recuperate”.

È poi toccato ad Enzo Iacopino (presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti) prendere la parola per abbozzare un ritratto di Gilberto Evangelisti, totem del giornalismo sportivo: “Apparteneva ad una Rai che spadroneggiava in termini di quantità e qualità. Di lui ricordo il profondo senso dell’amicizia. Un uomo sensibile, con una grande capacità di far da chioccia ai giovani”.

Del compianto Roberto Morrione, fondatore di Rai News 24, ha invece parlato Ennio Remondini: “Era l’emblema di un Tg1 “alto”. Venne messo da parte per decreto, vittima di dirigenti asserviti alla politichetta. In tempi così difficili, specie per via della crisi editoriale, occorre ripartire dai suoi tre capisaldi: percorso professionale, storia personale, esperienze personali”.

Infine il caporedattore sport di Radio Rai, Riccardo Cucchi, ha rivolto un pensiero affettuoso ad Alfredo Provenzali, radiocronista storico di “Tutto il calcio minuto per minuto”: “Una voce indimenticabile oltre che un maestro. Aveva una grande competenza che non faceva pesare, e amava parlare ai più giovani. Ma soprattutto è stato sempre in grado di capire come stava evolvendosi il ruolo della radio e di adeguarsi ai tempi, senza invecchiare mai”.

Nel suo intervento, il direttore generale Gubitosi ha tracciato un bilancio relativo agli ultimi risultati conseguiti dal servizio pubblico, gettando contemporaneamente un occhio sul futuro: “Entro fine anno dovremo affrontare una perdita superiore ai 200 milioni. Una situazione difficile, che ci obbliga a porci il pareggio di bilancio come obiettivo per il 2013”.

Per uscire dal tunnel, Gubitosi non vede altra via che il rinnovamento: “Digitale terrestre e Web hanno cambiato il mondo, non possiamo rimanere indietro. Le parole chiave sono qualità e servizio pubblico, ma non va dimenticata la necessità di inserire volti nuovi: l’età media in Rai è troppo alta”.

Ma un altro tasto su cui battere è quello troppo spesso trascurato dell’indipendenza: “È fondamentale per svolgere al meglio un mestiere bellissimo ma di grande responsabilità come il nostro, che ci impone di raccontare il Paese al Paese. Prendiamo esempio da Giancarlo Siani”.

La chiusura è stata affidata a Roberto Natale, che si è soffermato polemicamente sul concetto di competitività: “Le quattro persone che abbiamo ricordato avevano voglia di lottare senza compromessi. In Rai ultimamente non è andata così, anzi c’è gente che più volte ha preferito segnare nella propria porta. Rivolgo un appello al direttore generale affinché rilanci l’azienda, in primis riprendendo quel contatto con il Paese recentemente smarrito”.

Per il presidente della FNSI, la colpa più grande di cui si sarebbe macchiata la Rai è “l’aver tenuto nascosta l’Italia agli italiani. Di conseguenza, il Paese non si riconosce più in sé stesso. Ma occorre intervenire anche su altri punti nevralgici, come i percorsi di assunzione, affinché le regole siano uguali per tutti”.

Prima di concludere ufficialmente l’incontro, il Rettore Pasquino ha voluto omaggiare Gubitosi, Verna e Natale con la consegna del sigillo universitario.

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