Unisa verso il voto: parlano gli studenti

Redazione Controcampus 9 Novembre 2012

Dopo la vittoria di Obama alle elezioni presidenziali americane anche in Unisa si respira aria di elezioni.

I prossimi 4 e 5 dicembre infatti, gli studenti dell’ateneo salernitano saranno chiamati ad indicare i nomi dei futuri rappresentanti che dovranno essere la loro voce nei “piani alti” per i prossimi anni. Una scelta difficile se si pensa che il numero delle associazioni presenti nell’intero ateneo non si conta sulle dita di una mano

Ma cosa pensano gli studenti di queste associazioni ma soprattutto dei rappresentanti? Le conoscono? Per saperne di più gli abbiamo posto una domanda.

Qual è la vostra idea di rappresentante modello? Cosa dovrebbe fare un rappresentante per ottenere consensi dal popolo studentesco? Fino ad oggi c’è stato qualcuno che vi ha rappresentato come volevate?Andrete a votare? Se no, perché?

Secondo me c’è troppa dispersione in qualsiasi facoltà: matricole come me non sanno come orientarsi, nessuno ha coinvolto, spiegato o informato gli studenti del primo anno accademico sul da farsi. –spiega Valerio Prisco, studente di sociologia al primo anno- Le associazioni studentesche per quanto invitino a far registrare i ragazzi, sembrano sempre un po’ lontane dalle reali esigenze di chi si appresta a fare suo un contesto universitario così vasto e complesso. Di conseguenza, nel momento in cui un ragazzo o una ragazza che già frequenta l’università da più anni si candida come rappresentante la prima cosa che deve fare è farsi conoscere, non restare anonimo/a. È con un po’ di amarezza che affermo di aver notato un certo menefreghismo verso le opinioni di chi deve votare. Sembra quasi che ci si candidi per qualche interesse personale, che va al di là di associazioni e iniziative. Sarà davvero così? Non mi piace che mi mettano di fronte a dati di fatto. Meglio non dare niente per scontato.

Dello stesso parere è Emilio Giannetti, studente in “Comunicazione d’Impresa e Comunicazione Pubblica” che attacca duramente i rappresentanti: “Ti basta il casino sull’esame di psicologia che ci stiamo gestendo da soli come motivo per cui non andare a fare il nome del primo idiota perditempo di turno?

Lo stesso vale per chi si è appena iscritto all’università per completare gli studi magistrali, è il caso di E.P. studentessa in “Teoria dei Linguaggi e Comunicazione Audiovisiva”: Sono nuova e sono totalmente all’oscuro di come siano andate le cose fino all’anno scorso ma so precisamente chi voglio che mi rappresenti: una persona in grado di ascoltare i problemi degli studenti e cercare soluzioni in grado di mettere la parola fine ai disagi a cui sono esposti ogni giorno gli studente, disagi che a volte sono creati proprio dall’incapacità di comunicare tra le varie parti. Esempi ce ne sono in quantità: dalla pulizia e sovraffollamento dei bagni alle difficoltà che si hanno nel poter reperire i professori e maggior funzionalità delle strutture (uffici di diritto allo studio, presidenze, segreterie, ecc…).
Personalmente non andrò a votare, proprio perché in questo periodo non vedo molta attività, da parte delle associazioni, nel portarci a conoscenza dei possibili “candidati” e delle loro idee che porteranno avanti una volta votati, dunque non mi va di regalare un voto a qualcuno che non conosco
”.

Molti invece ricordano come negli anni passati andassero a votare per fare un favore agli “amici” ma che adesso sono consapevoli che tra i tanti c’è qualcuno su cui poter contare “alle ultime elezioni –ci racconta N.A. studente di Lettere votai per due mie “amiche”, colleghe di corso, che poi nel concreto non fecero nulla per l’uni, quindi, figurati! ma alla fine basta affidarsi alle persone giuste: quando ebbi problemi con gli ultimi esami della triennale da dover sostenere per poi laurearmi a febbraio in quel periodo, purtroppo,non erano previste date straordinarie a dicembre e trovai un rappresentante che mi rassicurò dell’esistenza della possibilità di sostenere gli esami anche oltre la scadenza per la consegna della domanda di laurea e grazie a questa informazione potei conseguire la laurea a febbraio. Alla fine è vero di associazioni, la mia esperienza ne è la testimonianza non tutte le associazioni che ci sono in Unisa sono per gli studenti ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio perché bisogna toccare con mano le varie realtà e ce ne sono parecchie che non si conoscono soprattutto a causa delle nostre vite frenetiche non abbiamo tempo da dedicargli in quanto siamo sempre di corsa per completare nel più breve tempo possibile i nostri corsi di studio e anche involontariamente non ci accorgiamo del loro lavoro e degli eventi che organizzano o delle cose che fanno per migliorare la qualità della vita nell’ateneo”.

Matteo Napoli

Pensiero condiviso da Matteo Napoli che ha le idee chiare sull’essere rappresentante “Be’ innanzitutto, ritengo che la prima dote di un buon rappresentante debba essere la credibilità. Le liste, non tutte, sono piene zeppe di fancazzisti, gente in cerca di visibilità, studenti non proprio modello ecc che, su iniziativa propria o dietro consiglio dell’associazione di riferimento, scendono in campo e si danno battaglia con sistemi “da liceo”, cioè: sorrisini, gadget, favorini, cortesie, passaparola dell’ultima ora, reclutamenti al bar o in piazza del sapere (col voto “di simpatia” rubato tra una chiacchiera e l’altra).
Di programmi e campagne condotte sul campo ne sento e vedo sempre meno. Certo, presto vedrete riempirsi corridoi, bacheche ecc m io credo che la miglior pubblicità sia quella che uno si costruisce giorno per giorno con serietà ed impegno continui, dimostrati.
Spesso ci imbattiamo in candidati più o meno improvvisati, che, pur non avendo particolari capacità, scendono in campo, sicuri che bastino amicizie, conoscenze ecc per spuntarla su ragazzi, magari più validi, ma che, per un motivo o per un altro, non riescono a “pubblicizzarsi” allo stesso modo. Per ora l’unico del quale non mi sono mai pentito è Peppe Mansi, ragazzo serio e volitivo, che in questi anni ha sempre dato prova del suo sincero attaccamento e della sua voglia di fare. Quanto alle elezioni, parteciperò sicuramente. Il voto è un dovere, ma è soprattutto una responsabilità“.

Federico Ienco

Sulla scia del pensiero di Matteo troviamo Federico Ienco, studente al terzo anno di ingegneria elettronica: “Personalmente credo che un rappresentante modello non esista, nel senso che è difficile riuscire a soddisfare tutte le esigenze e tutte le richieste degli studenti e alla fine qualche scontento ci sarà sempre. Un buon rappresentante è quello che riesce a capire quali siano le questioni prioritarie e cercare in ogni modo di risolverle. Ovviamente per fare ciò è necessario un contatto diretto con gli studenti, un confronto continuo, anche per avere un giusto feedback del proprio operato. Gli studenti apprezzano un rappresentante nel momento in cui si sentono ascoltati. Non serve parlare in politichese, anzi spesso è addirittura controproducente, perchè qualcuno può sentirsi preso in giro. E’ chiaro che i consensi si ottengano principalmente coi fatti, ma anche quando non si dovesse riuscire a perseguire un certo scopo, è meglio spiegare a chiare lettere il perchè, anche con schiettezza, piuttosto che continuare magari a dare false speranze a chi fa riferimento a te come rappresentante. O peggio ancora, voltare la faccia dall’altro lato. Dico subito che non ho seguito con grandissima attenzione l’attività dei nostri rappresentanti e delle associazioni studentesche cui fanno capo. Penso comunque che, facendo riferimento all’area didattica di ingegneria dell’informazione (elettronica ed informatica), Dario Palumbo sia stato un buon rappresentante e che come dicevo, abbia cercato di conoscere gli studenti e capirli, prima ancora di “fare”. No, non andrò a votare. Semplicemente perchè sono un laureando ed è da Maggio che non frequento l’università se non per sostenere gli ultimi esami. Ritengo più giusto che siano altri studenti a scegliere il loro prossimo rappresentante, anche perchè ad oggi io non saprei proprio su chi poter fare affidamento, onestamente“.

Insomma opinioni davvero contrastanti che il più delle volte si pongono il problema di dove siano effettivamente alcune associazioni che alle volte si fanno vedere solo nel momento del loro bisogno (il voto in questo caso) per poi sparire nel momento del nostro bisogno. Ovviamente non finisce qui. Le associazioni potranno dire la loro opinione e farsi conoscere agli studenti come si deve.

Dora Della Sala

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto