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15 novembre 2012

Unito: Dal rettore sull’organico

Il 25 ottobre u.s. l’Assemblea della CRUI, in una mozione approvata all’unanimità, denunciava con forza l’estrema gravità in cui versa il sistema universitario italiano “sistema che sta ormai precipitando in una crisi irreversibile tale da minare l’immagine internazionale del Paese e le sue prospettive di sviluppo”.

In particolare si sottolineava come l’attuale fondo di finanziamento ordinario (FFO), dopo ripetuti tagli e malgrado il notevole calo degli organici, non riesca a coprire neppure la somma delle spese fisse delle Università; come la recente sentenza n. 223 della Corte Costituzionale relativa al trattamento di fine servizio (aliquota del 2,5%) si rifletterà in misura pesante e a esercizio quasi concluso sui bilanci degli Atenei, e lo stesso avverrà per i prossimi anni; come il permanere del blocco del turn-over, fissato al 20% dalla legge di spending review, oltre a ridurre ulteriormente e in misura intollerabile il ricambio degli organici dei docenti, con gravissimo nocumento della programmazione didattica, sia in stridente contrasto tanto con l’avvio dei percorsi abilitativi ex lege 240/2010, quanto con la procedura di accreditamento dei corsi di studio da parte dell’ANVUR; come la suddetta limitazione del turn-over al 20%, unitamente ai vincoli nel suo utilizzo, impedisca qualunque ricambio generazionale.

Gli ultimi concorsi da PA e PO si sono svolti nel 2008.
Come i colleghi sanno, riguardo al turn-over e ai punti liberati dalle cessazioni, in tempi passati era riassegnato alle Università il 100% di quanto liberato; nel 2009 si scese al 50% e ora si crolla al 20% medio complessivo per tutti gli Atenei italiani rispetto alle cessazioni registrate nel 2011, con un’oscillazione tra il 10% e il 30% secondo le condizioni delle singole università.

L’Università di Torino impostò a suo tempo un piano organico 2002-2012 che prevedeva un programma strategico di anticipazione dei prepensionamenti – con relativo 100% dei punti organico riassegnato – in una prospettiva d’investimento incentrata in particolare proprio sui ricercatori e sul personale tecnico-amministrativo.

Tale scelta appare premiale nei confronti degli altri mega Atenei: ad esempio Roma La Sapienza ha registrato una cessazione in punti organico nel 2011 pari a punti 252,95 (corrispondenti a quasi 500 persone), vedendo attribuiti per il 2012 punti 30,38 (sufficienti per circa 50 nuove posizioni); un altro mega Ateneo, quello di Firenze, ha registrato una cessazione in punti organico nel 2011 pari a punti 131,10 (corrispondenti a 220 persone), vedendo attribuiti per il 2012 punti 24,76 (sufficienti per circa 40 nuove posizioni); Torino invece ha avuto nel 2011 cessazioni in punti organico pari a 73,30 (87 docenti e 32 T/A) e si vede attribuiti 22,91 punti, cioè il 50% in più dei punti organico di base 2012 (il 30% appunto, rispetto al 20% che rappresenta – come appena segnalato – il livello nazionale).

In sostanza, il divario positivo tra Torino e gli altri mega Atenei in termini di cessazioni nel 2011 si spiega perché il nostro Ateneo ha adottato un’oculata strategia di prepensionamenti; UNITO risulta inoltre avere l’età media più bassa dei docenti tra i mega Atenei (i docenti con più di 66 anni nel nostro Ateneo sono il 6,6%, Roma La Sapienza registra una media del 10,1%, Firenze una media del 10,9%). Mentre a livello nazionale in un triennio si è avuto un calo nella docenza del 10,5% (da 62.768 del 2009 a 56.179 nel 2012), l’Università di Torino ha registrato invece un calo del solo 2,7% (nel 2009 i docenti in servizio erano 2.132, mentre nel 2012 sono 2.075). A livello nazionale per il personale tecnico-amministrativo si è registrata un’importante riduzione del 5,51%, da 56.450 unità di personale nel 2009 a 53.500 unità nel 2012.

L’Università di Torino nel 2009 registrava 1.987 risorse di personale T/A e nel 2012 1.860 con in corso n. 13 concorsi, per un calo del 5,7%. Da segnalare anche che sono attualmente in corso n. 23 concorsi per R.U., 1,5% in meno rispetto al 2009. All’1 novembre 2012 risultano in servizio presso l’Università di Torino 494 professori ordinari, 559 professori associati, 940 ricercatori universitari, 78 ricercatori a tempo determinato, 4 assistenti di ruolo. Nel corpo docente ben il 49,3% è rappresentato da ricercatori, percentuale che con i concorsi in atto supererà il 50%.

Il Rettore, Ezio Pelizzetti

Tabella docenti per fasce d’età nel 2010 nelle università statali.xls


Scostamenti percentuali personale docente e ta.xls

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