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13 dicembre 2012

Bilancio 2013 dell’Unife

Unife: approvato il Bilancio 2013

Contrazioni dei fondi ma continuità nell’impegno

Approvato il Bilancio preventivo dell’Ateneo per l’anno 2013 dal Consiglio di Amministrazione nel corso di una Seduta straordinaria, svoltasi martedì 11 dicembre. L’approvazione ha tenuto conto delle disposizione normative volte al contenimento della spesa pubblica e delle principali scelte di politica legislativa ed economica in un contesto di forte instabilità economico-finanziaria.

Per il 2013 i finanziamenti statali si annunciano in ulteriore diminuzione: il calo sul 2012 è di oltre il 6% e rispetto al 2009 è del 13%. Per Unife la catastrofica diminuzione è in parte compensata dal riconoscimento di una quota premiale derivante dalle buone performances ottenute con la qualità delle proprie attività didattiche e di ricerca. E la situazione diviene ancor più grave considerando che i provvedimenti sulla cd. spending review limitano la possibilità di reclutamento per le università ad un insopportabile 20%. Ciò vuol dire che ogni 10 docenti che vanno in pensione, nel triennio 2012-2014 le Università possono assumerne solo 2, e tutto ciò mentre in Italia i ricercatori, rapportati alla popolazione, sono il 3,7%  mentre la media Ocse è del 7,6%.

Poche risorse, dunque, ma come sempre tante idee e volontà di agire soprattutto in un anno difficile come il 2012 che tanto duramente ha colpito il nostro territorio, la città e lo stesso Ateneo. Un periodo che però ha unito tutti, ha insegnato e mostrato le strade della collaborazione e del sostegno che Unife stessa ha dimostrato ai suoi studenti iscritti e alle loro famiglie residenti nelle sedi colpite dal sisma, concedendo per quest’anno accademico l’esenzione totale  dal pagamento delle tasse universitarie e mantenendo le quote di iscrizione invariate.

Meno risorse a disposizione, ma voglia di recuperare ciò che da secoli appartiene all’Università, ai suoi studenti, alla città. Unanime infatti è stata la volontà di investire non nella realizzazione di nuove sedi universitarie, semmai fuori dalle mura cittadine, ma nel ripristino degli immobili storici danneggiati dal sisma. Ciò con la consapevolezza del ruolo che l’Ateneo ha nei confronti della città non solo dal punto di vista sociale, ma anche da quello urbanistico..

 “Un esempio per tutti via Savonarola, via nella quale la chiusura di alcune strutture universitarie  rischia di far morire una parte fondamentale del cuore della città”,  come sottolineato dal Rettore Pasquale Nappi nel corso della seduta. “Uno dei nostri primi obiettivi è procedere alla ristrutturazione degli edifici di via Savonarola, Palazzo Renata di Francia e Palazzo Tassoni Mirogli,  sedi, rispettivamente e precedentemente al sisma, del Rettorato e del Dipartimento di Studi umanistici, edifici antichi che adegueremo alle norme antisismiche per renderli il più possibile  funzionali come sedi universitarie. Intervenire nel centro storico perché e’ anche grazie alla presenza di un Dipartimento universitario, dei suoi studenti e docenti che si anima la città, dimostrando il nostro senso di appartenenza al territorio”.

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