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10 dicembre 2012

Cancro e Aspartame: l’Opinione dell’EFSA

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nature ha messo in risalto i lati oscuri e deleteri di una delle sostanze più dolci e piacevoli da ingerire: lo zucchero. Secondo i ricercatori, il fruttosio provocherebbe danni a dir poco irreparabili: malattie cardiache, obesità, diabete, cancro ed insufficienza epatica acuta. Ad obnubilare ed annichilire le difese immunitarie, in particolare, sarebbero delle tossine. Il fruttosio, del resto, è in grado di concitare le medesime conseguenze scaturenti dall’uso di sostanze alcoliche.

Molte sostanze ad alto contenuto calorico, infatti, non appaiono del tutto inclini ad essere utilizzate direttamente dai tessuti del corpo e, pertanto, al fin di essere metabolizzate, coinvolgono il fegato, generando tossine profondamente nefaste. Queste tossine, per i ricercatori, sarebbero le principali responsabili dell’annichilimento del nostro organismo. L’impiego costante ed eccessivo di tali sostanze caloriche, a lungo andare, può danneggiare irreversibilmente l’organismo delle persone affette da obesità e, al contempo, mettere a repentaglio il benessere fisico delle persone sane. L’abuso di sostanze caloriche, infatti, può produrre effetti altamente deleteri anche in soggetti apparentemente in buona salute.

Ad ogni modo, lo studio pubblicato sulla rivista anglosassone ha il merito di evidenziare da un lato i rischi correlati all’abuso di sostanze contenenti fruttosio, dall’altro, le conseguenze deleterie scaturenti dall’utilizzo costante di alcune sostanze a basso contenuto calorico, come l’aspartame. Al di là del saccarosio, il più comune dolcificante presente sul mercato, e dello zucchero di canna, nel corso degli anni scienza e tecnologia hanno offerto un prezioso contributo nella produzione di alcune sostanze chimiche ad alto o basso contenuto calorico. Si pensi alla saccarina (500 volte più dolce dello zucchero), ed all’aspartame, entrambi inseriti nell’escatologia concettuale degli edulcoranti artificiali.

L’aspartame è presente in molti alimenti light e risulta caratterizzato da una bassa composizione calorica. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato che tale edulcorante sia 200 volte più dolce e potente dello zucchero tradizionale. Composto di acido aspartico e fenilalanina, nel corso degli anni l’aspartame è stato oggetto di diversi studi scientifici, animati da un unitario file rouge: dimostrare che l’aspartame non fosse nocivo. Al fin di comprendere al meglio quale sia la reale natura di questo edulcorante artificiale ed, al contempo, di rassicurare i consumatori, abbiamo deciso di contattare l’Ufficio Stampa dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare(EFSA).

Che cos’è l’aspartame?

“L’aspartame è un additivo alimentare, un edulcorante artificiale intenso, a basso tenore calorico. Si presenta come una polvere bianca e inodore ed è circa 200 volte più dolce dello zucchero. In Europa ne è autorizzato l’uso come additivo in prodotti alimentari tipo bevande, prodotti di pasticceria e confetteria, prodotti lattieri, gomme da masticare, prodotti dietetici e per il controllo del peso, nonché come edulcorante da tavola”.

E’ davvero una sostanza nociva?

“Da più di trent’anni questo edulcorante e i suoi derivati sono argomento di approfondite ricerche che comprendono studi sperimentali sugli animali, ricerche cliniche, studi sulle quantità assunte, studi epidemiologici e attività di sorveglianza successiva all’immissione in commercio. Da molti anni e in molti Paesi l’aspartame, a seguito di accurate valutazioni della sua sicurezza, è giudicato sicuro per il consumo umano”.

Qual è l’opinione scientifica dell’EFSA?

“Sin dal 2002 l’EFSA ha sottoposto a costante monitoraggio la sicurezza dell’aspartame e i suoi gruppi di esperti scientifici hanno emanato vari pareri in merito a studi apparsi sul dolcificante. In base al programma europeo di rivalutazione entro il 2020 degli additivi alimentari autorizzati prima del 20 gennaio 2009, l’EFSA è tenuta a riesaminare anche la sicurezza dell’aspartame. All’inizio del 2012 gli esperti dell’EFSA hanno dato avvio alla rivalutazione del rischio dell’aspartame che sarà completata a Maggio 2013”.

Secondo l’EFSA, dunque, l’aspartame non è una sostanza nociva. Lo dimostrano gli studi. Lo confermano le verifiche ed i costanti monitoraggi. I consumatori possono star tranquilli. D’altronde, l’esperienza ed il retaggio scientifico ci rendono edotti del fatto che quanto più una sostanza è sottoposta a controlli repentini, tanto più è verosimile attendersi effetti tutt’altro che deleteri dal suo utilizzo. Ad ogni modo, per essere sicuri al 100%, bisognerà attendere l’esito della rivalutazione del rischio, espletata dagli esperti dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che sarà completata a Maggio 2013.

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