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13 dicembre 2012

L’Aspartame non è nocivo: l’opinione del Prof. La Vecchia

 L’Aspartame è nocivo?

Negli ultimi tempi, sembra che l’aspartame sia tornato agli onori della cronaca giornalistica.  La trasmissione Report, ad esempio, ha dedicato all’edulcorante artificiale un intenso servizio, caratterizzato da un’indagine minuziosa condotta sui suoi ascosi e reconditi effetti nocivi. Il fulcro nevralgico dell’inchiesta di Sabrina Giannini, infatti, giace nella necessità di porre in risalto i reali rischi correlati all’assunzione dell’acido aspartico. Secondo recenti studi, nel mondo circa 6.500 prodotti di varia natura sono caratterizzati dalla presenza di aspartame. 200 milioni, invece, sono le persone che ne fanno un consumo abituale.

Questo edulcorante è presente in medicinali, bevande ed alimenti: si trova nelle caramelle, nello yogurt e nelle bevande dietetiche. Ad ogni modo, va detto che i dubbi sulla sua nocività sono sorti nel lontano 1970. Ufficialmente, l’aspartame fu scoperto e brevettato dalla multinazionale americana Monsanto nel 1965, durante alcuni studi sull’ulcera. Dopo circa 9 anni, nel 1974, la Searle, azienda detentrice del brevetto, chiese l’autorizzazione per l’immissione sul mercato all’EFSA. Autorizzazione che fu concessa soltanto nel 1980, dopo anni d’indagini scientifiche. Fu così che l’aspartame divenne uno dei più grandi successi commerciali di sempre, un’icona del consumismo americano; una silente spina nel fianco per i più obesi. Sì, perché l’aspartame, in realtà, è una sostanza a basso contenuto calorico, impiegata soprattutto per le diete.

Al di là di questo, però, negli ultimi anni sono stati compiuti diversi studi finalizzati ad accertare gli effetti concitati dall’aspartame. Studi che traggono origine dalle perduranti lamentele manifestate dai consumatori di diversi paesi del mondo, guidate  dall’associazione americana Food Democracy ( prima contestatrice delle attività della Monsanto). Ad ogni modo, i dubbi connessi all’ipotetica nocività dell’aspartame restano ancora irrisolti. Esistono diverse correnti di pensiero. Da un lato vi sono coloro i quali sostengono che il dolcificante possa provocare il cancro e, dall’altro, chi invece non lo considera per niente deleterio.

Al fin di scalfire ogni dubbio e comprendere al meglio la questione, abbiamo contattato il Prof. Carlo La Vecchia, docente di Epidemiologia presso l’Università di Milano e Direttore del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”. Il Prof. La Vecchia è autore o coautore di oltre 1.750 pubblicazioni inerenti a tematiche scientifiche di grande interesse ed attualità. E’ inoltre Professore Straordinario di Epidemiologia presso l’Università di Losanna e Professore aggiunto di Medicina presso l’Università di Nashville.

Prof. La Vecchia, secondo Lei l’aspartame può davvero provocare il cancro?

“L’aspartame è un edulcorante artificiale ipocalorico composto di acido aspartico e fenilalanina. La maggior parte degli studi condotti sugli animali non ha dimostrato alcuna attività cancerogena. In particolare, soltanto due studi condotti su roditori trattati con dosi estremamente elevate di aspartame e monitorati fino alla morte naturale hanno rilevato un eccesso di tumori maligni alla vescica. Ad ogni modo, entrambi gli studi non sono stati replicati. Al di là delle indagini relative agli animali, però, bisogna porre l’accento anche su alcuni studi epidemiologici condotti sull’uomo e pubblicati dal gennaio 1990, cioè pochi anni dopo l’impiego dell’aspartame nei vari prodotti alimentari.

In questo intervallo temporale, gli scienziati non hanno avuto modo di constatare alcun tipo di correlazione tra l’utilizzo di aspartame e patologie cancerogene. In particolare, uno studio americano condotto su 56 bambini affetti da cancro al cervello non ha rilevato nessun rischio sia per l’assunzione di aspartame, sia per le bevande dietetiche. Pertanto, sulla base di tali dati epidemiologici risulta verosimile affermare che non vi sia alcuna associazione tra l’aspartame e altri dolcificanti ipocalorici e il rischio di cancro al cervello, sia nei bambini, sia negli adulti. Stesso discorso vale per le neoplasie ematopoietiche, gastro-intestinali e ormono-relate. Uno studio condotto su 1.888 tumori ematopoietici, infatti, non rilevò alcuna associazione significativa. Così, questi dati indicano l’assenza di una correlazione tra l’aspartame e gli altri dolcificanti ed il rischio di diverse neoplasie comuni. Del resto, diversi dati epidemiologici hanno escluso anche l’ipotesi di una correlazione tra uso quotidiano di bevande ipocaloriche e malattie cardiovascolari”.

L’opinione scientifica espressa dal Prof. La Vecchia  ha il pregio di evidenziare l’assenza di una reale correlazione tra l’aspartame e gli altri dolcificanti ipocalorici ed il rischio di diverse neoplasie comuni. I dati epidemiologici citati dallo scienziato milanese, quindi, dimostrano che l’edulcorante artificiale a base di acido aspartico non sia nocivo. I consumatori possono star tranquilli.

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