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Qualità ospedali Italiani per Istat e Agenas: il punto di Carlo La Vecchia

Redazione Controcampus 24 Dicembre 2012
R. C.
23/09/2021

L'Annuario Statistico 2011 dell'Istat ha avuto il merito di constatare due importantissimi fattori per riportare la qualità ospedali Italiani: la diminuzione delle strutture sanitarie e la percezione positiva dello stato di salute degli italiani.



Secondo la relazione, nel 2011, il 71,1% degli italiani ha valutato positivamente il proprio stato di salute. Si tratta di una valutazione a dir poco sintomatica, che ha il pregio di porre in risalto, in maniera lampante, l’efficienza qualitativa del Sistema Sanitario italiano.

L’Agenzia Nazionale Sanitaria ( Agenas), ha stilato una classifica sulla qualità ospedali Italiani e relativa ai migliori ospedali e strutture d’Italia. Una classifica che ha il pregio di illustrare ed evidenziare la qualità degli ospedali e dei servizi sanitari offerti dalle Regioni. Quella che segue è la classifica.

La qualità ospedali Italiani per Istat e Agenas: il punto del professore Carlo La Vecchia

  • Qualità ospedali Lazio: Roma – Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, il più grande Policlinico Pediatrico del Centro-Sud. Ospedale Agostino Gemelli, Policlinico della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Istituto di Clinica Medica e Struttura Complessa di Cardiologia 2, Policlinico dell’Università di Roma “La Sapienza”.
  • Qualità ospedali Lombardia: Milano – Ospedale San Raffaele, composto dall’Istituto scientifico universitario San Raffaele e dal Dipartimento di Biotecnologie. Istituto Europeo di Oncologia, ideato e diretto da Umberto Veronesi. Istituto Nazionale per la Cura dei Tumori, con più di 14 mila pazienti nel 2007. Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”.   Monza – Cattedra di Medicina Interna, Ospedale S. Gerardo. Pavia –  Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica, Policlinico dell’Università di Pavia. Policlinico San Matteo, con finalità di ricerca biomedica e prestazioni di ricovero e cura di alta specialità.
  • Qualità ospedali Veneto: Padova – Azienda Ospedaliera di Padova che collabora con l’Università di Padova. Verona – Azienda Ospedaliera di Verona, centro sanitario di livello nazionale di alta specializzazione.
  • Qualità ospedali Liguria: Genova – Istituto Giannina Gaslini, Ospedale Pediatrico nato nel lontano 1931. Azienda Ospedaliera Universitaria, Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica.
  • Qualità ospedali Toscana: Pisa – Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedale Santa Chiara, centro di riferimento per la cura e diagnosi dell’Ipertensione Arteriosa. Istituto di Fisiologia Clinica. Siena – Azienda Ospedaliera Senese, Policlinico dell’Università di Siena. Firenze – Azienda ospedaliera Careggi, centro di riferimento dell’Università di Firenze.
  • Qualità ospedali Emilia Romagna: Bologna – Azienda Ospedaliera Sant’Orsola Malpighi, sede della Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna. Istituto Ortopedico Rizzoli, struttura ospedaliera e di ricerca altamente specializzata nell’ortopedia.
  • Qualità ospedali Puglia: Foggia – Casa sollievo della sofferenza, Ente Privato della Santa Sede che svolge attività assistenziali e ricerca clinica in genetica e malattie eredo-familari. Ospedale Teresa Masselli S. Severo.
  • Qualità ospedali Umbria: Perugia – Azienda Ospedaliera Universitaria, Dipartimento di Medicina Clinica, Unità di Medicina interna, Angiologia e Malattie da Arteriosclerosi. Ospedale di cura Madonna degli Angeli.
  • Qualità ospedali Marche: Ancona – Presidio Ospedaliero Lancisi (cura infarti). Ascoli Piceno – Ospedale Mazzone (trattamento infarti). Pesaro – Ospedale Riuniti Marche Nord.
  • Qualità ospedali Calabria: Reggio Calabria – Ospedali Riuniti CNR, Epidemiologia Clinica e Fisiopatologia delle malattie renali e dell’ipertensione arteriosa. Azienda Ospedaliera “Bianchi, Melacrino, Morelli”.  
  • Qualità ospedali Campania: Napoli – Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Federico II, Dipartimento assistenziale di clinica medica area funzionale di Medicina Interna, Ipertensione e Prevenzione Cardiovascolare. Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università Federico II.
  • Qualità ospedali Friuli: Udine – Policlinico Universitario, Dipartimento di Medicina Interna, Centro Ipertensione Arteriosa, Clinica Medica e Cattedra di Medicina Interna. Trieste – Ospedale Burlo Garofalo.
  • Qualità ospedali Trentino Alto Adige: Bolzano – Ospedale di Brunico, con ottimo reparto di Ortopedia e Traumatologia. Trento – Ospedale Santa Chiara di Trento, con ottimo reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale.
  • Qualità ospedali Valle D’Aosta: Aosta – Ospedale Regionale Umberto Parini. Ospedale Beauregard di Aosta, con struttura di andrologia.
  • Qualità ospedali Sicilia: Palermo – Dipartimento di Medicina Interna, Malattie Cardiovascolari e NefroUrologiche, Centro di Riferimento Regionale per l’Ipertensione Arteriosa e prevenzione Cardiovascolare. Casa di Cura Serena Srl di Palermo.
  • Qualità ospedali Sardegna: Cagliari – Policlinico Universitario di Cagliari. Ospedale San Giovanni di Dio.
  • Qualità ospedali Molise: Campobasso – Ospedale Cardarelli. Isernia: Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed.
  • Qualità ospedali Basilicata: Matera – Ospedale Madonna delle Grazie. Potenza – Centro di Riabilitazione Don Michele Gala, Fondazione Don Gnocchi.
  • Qualità ospedali Abruzzo: Chieti – Clinica Spatozzo, trattamento dello scompenso cardiaco congestizio. Presidio Ospedaliero S.S. Annunziata di Chieti. Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento, Università. Teramo: Ospedale Mazzini di Teramo.
  • Qualità ospedali Piemonte: Torino – San Giovanni Battista (Molinette). Novara – Ospedale Maggiore della Carità di Novara.

Ad incrementare il ritmo evolutivo della salute degli italiani, quindi, è la qualità dell’offerta sanitaria e non l’abbondanza degli ospedali. Si tratta di un’offerta edulcorata e caldeggiata dall’esistenza di ottimi professionisti e di strutture tecnologicamente avanzate, operanti nel territorio italiano. Si pensi all’Istituto Mario Negri, ad esempio.

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” è la prima fondazione italiana interamente dedicata alla ricerca biomedica. Nel 1960, anno della sua nascita, l’Istituto era caratterizzato dalla presenza di un gruppo di soli ventidue ricercatori. Oggi, invece, risulta edulcorato da ben quattro sedi e da 900 ricercatori al servizio degli ammalati. Al fin di comprenderne al meglio gli obiettivi e le attività, abbiamo deciso d’intervistare il Prof. Carlo La Vecchia, docente di Epidemiologia all’Università di Milano e Capo del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”.

Prof. La Vecchia, potrebbe renderci edotti sulle attività scientifiche e sugli obiettivi nevralgici dell’Istituto? “L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri è una Fondazione che opera nel campo della ricerca biomedica. Il suo fine ultimo è di contribuire alla difesa della salute e della vita umana. Nel nostro gruppo di epidemiologi, da circa 30 anni dedichiamo gran parte delle nostre energie all’epidemiologia ed allo studio di molte malattie. L’Istituto, inoltre, contribuisce con diverse iniziative alla diffusione della cultura scientifica in campo biomedico, sia in senso generale, sia a specifico sostegno della pratica sanitaria, per un uso più razionale dei farmaci. I principali settori in cui l’Istituto si è impegnato sono: la lotta contro il cancro, le malattie nervose e mentali, le patologie circolatorie, le malattie renali e le malattie rare. In particolare, noi abbiamo svolto diverse ricerche sugli effetti tossici delle sostanze che inquinano l’ambiente e sui danni relativi al tabagismo ed all’uso di sostanze alcoliche.

L’uso del tabacco, in particolare, ha da sempre rappresentato uno dei principali fattori di rischio per la salute. Il rischio di contrarre patologie tumorali, in passato, era elevato soprattutto al nord, a causa dell’uso, più elevato rispetto al Sud, di tabacco ed alcool. Nel Sud Italia, invece, il consumo di sigarette e bevande alcoliche è stato minore almeno fino agli anni settanta. In Friuli, ad esempio, a cavallo tra gli anni ’50 e ’70, l’aumento delle patologie tumorali era una conseguenza logicamente prevedibile di un intenso consumo di queste sostanze. Un consumo che, poi, si è progressivamente ridotto fino a rientrare nella media nazionale e che, invece, è aumentato soprattutto al Sud, a partire dagli anni settanta. Oggi, infatti, se, da un lato, nell’Italia Settentrionale sono diminuiti i fumatori ed i consumatori di alcool, dall’altro, invece, si assiste ad un costante aumento dei tabagisti del Sud”.   

Il sistema Universitario Italiano e il precariato?

“Il sistema universitario italiano, purtroppo, non è stato basato su di una corretta valutazione dei meriti. Da un punto di vista storico, l’accesso e la selezione dei docenti erano e, per certi versi, sono ancora oggi, sorretti da una struttura non meritocratica. L’aver instaurato dei meccanismi di selezione basati su logiche valutative d’impronta soggettiva, del resto, ha contribuito ad offuscare ed obnubilare i principi del merito e dei valori oggettivi degli individui. La speranza, ovviamente, è che tale situazione possa mutare e che il Sistema Universitario, quindi, possa epurarsi giovarsi dei miglioramenti necessari. Ad ogni modo, se tali innovazioni non fossero apportate, il Sistema sarebbe destinato a restare farraginoso. Pertanto, l’unica via d’uscita è rappresentata dal miglioramento della valutazione e selezione dei docenti. Per quel che concerne il precariato, invece, bisogna dire che si tratta di un fenomeno presente in tutto il mondo. In Italia, inoltre, l’accesso al mondo della ricerca è più complesso, poiché molto limitati sono gli investimenti in ricerca, e di conseguenza pochi i ricercatori”.

L’opinione espressa dal Prof. La Vecchia ha il merito di porre in risalto, in modo epesegetico, da un lato, l’importanza della ricerca e degli studi epidemiologici, dall’altro, la necessità e l’utilità di strutture sanitarie che siano in grado di tutelare e migliorare le condizioni di salute dei pazienti. La ricerca scientifica va premiata e finanziata; perché un Paese senza ricerca è un Paese senza futuro.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto